Ictus: parliamone con un esperto

Autore: Prof. Piero Bretto
Pubblicato:
Editor: Top Doctors®

 

Cos’è l’ictus e quali sono le sue possibili conseguenze? Qual è il ruolo del Chirurgo Vascolare nel trattamento della malattia? Si può prevenire l’ictus nei soggetti a rischio? Il Prof. Piero Bretto risponde alle nostre domande

 

Di cosa parliamo quando diciamo ictus?

Un ictus è un evento patologico, un’alterazione a livello del cervello conseguente a un’emorragia o a un’ostruzione di un vaso che porta sangue al cervello.

L'ictus può essere tale da portare alla morte o può avere gradi differenti di gravità, con delle alterazioni che permangono tutta la vita. Se si interviene in modo abbastanza rapido e repentino, invece, può rimanere semplicemente una brutta avventura, un ricordo per il paziente che può riprendere una vita simile a quella che aveva prima dell'evento.

Quando la causa è di tipo emorragico, allora la colpa può essere l'ipertensione: la pressione alta, infatti, può creare un evento emorragico a livello cerebrale e in questo caso è il Neurochirurgo ad intervenire.

 

Cosa può fare per l’ictus il Chirurgo Vascolare?

Il Chirurgo Vascolare prende in considerazione l’ictus quando questo è legato all’ostruzione di un’arteria che porta sangue al cervello. Quando l'ostruzione è completa, il Chirurgo Vascolare riesce ad intervenire solo nei primi momenti, ma è un evento abbastanza raro. In genere l’indicazione chirurgica arriva quando si ha, più che un ictus, un TIA, ossia un attacco ischemico transitorio: il vaso tende a chiudersi, il paziente ha una serie di sintomi, che possono essere uno svenimento, il non veder bene o la momentanea paralisi di un arto, e ha, però, una ripresa.

Il TIA indirizza verso una serie di esami diagnostici da eseguire: un doppler dei vasi del collo, cioè quelli che portano il sangue al cervello; eventualmente una TAC; eventualmente un’angio TAC. Questi esami ci permettono di valutare e verificare le caratteristiche che hanno determinato l’evento.

Noi Chirurghi Vascolari possiamo intervenire andando a pulire l'arteria direttamente dal collo del paziente: si apre l'arteria e si eliminano quelle che sono le cause dell’occlusione (un coagulo di sangue o la placca di aterosclerosi). Oppure, in casi particolari, si rientra nell'arteria femorale passando dall'inguine, si sale fino all'arteria carotide (quella che porta sangue al cervello), con un palloncino si dilata l’arteria e si mette all'interno di essa una molla chiamata Stent, la quale tiene aperta l’arteria.

 

Cosa succede dopo un ictus?

Con l’ictus abbiamo una possibilità di eventi differenti: la morte; un evento irreversibile, come una paralisi, un’incapacità di parlare o un’alterazione della visione; nei casi in cui riusciamo ad intervenire si può addirittura arrivare a rendere l’ictus solo una brutta esperienza, in quanto siamo riusciti a pulire l'arteria e il sangue arriva di nuovo al cervello in quantità tale da non determinare una sofferenza del cervello stesso. In questo caso, il paziente può riprendere una vita completamente normale, con solo un brutto ricordo di quell'evento che può averlo spaventato e/o limitato per un periodo la sua normale attività.

 

Come prevenire un ictus?

Nel caso in cui il paziente non abbia ancora avuto un ictus, ma è a rischio in quanto anziano, iperteso, ipercolesterolemico, col diabete, con la pressione alta, fumatore, allora possiamo prevenire questa patologia:

  • Facendo dei controlli con l’esame ecodoppler delle arterie che portano il sangue al cervello;
  • Controllando la pressione;
  • Attraverso un'adeguata terapia con antiaggreganti piastrinici, che evitano la trombosi del vaso e, quindi, l’ictus.

 

Editor Karin Mosca

Prof. Piero Bretto
Chirurgia vascolare

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