Il disturbo da attacchi di panico

Autore: Dott. Mario Savino
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Editor: Top Doctors®

Il disturbo da attacchi di panico (DAP) è uno dei disturbi d’ansia più diffusi. Il Dott. Mario Savino, esperto in Psichiatria a Milano, ne descrive le caratteristiche

Quali sono i sintomi di un attacco di panico?

Tachicardia, sudorazione, tremori, sensazione di soffocare, disturbi intestinali, senso di sbandamento, paura di morire, svenire, impazzire e perdere il controllo e molte altre possibili manifestazioni che ci aggrediscono all’improvviso: questi sono i sintomi di un attacco di panico.

Quali sono le caratteristiche del Disturbo da Attacchi di Panico?

Il decorso del DAP può essere:

  • Cronico: le crisi col tempo si attenuano ma ansia anticipatoria ed evitamento riemergono se si sospende la terapia;
  • Ricorrente: il disturbo scompare ma tende a recidivare, spesso in primavera o al termine di periodi di stress;
  • Episodico: uno-due episodi che una volta risolti non si ripresentano più per anni, anche dopo la sospensione della cura.

Il DAP può favorire la dipendenza da ansiolitici se autogestito o trattato impropriamente, e può associarsi a depressione, talvolta espressione di un disturbo bipolare. La concomitanza dei due disturbi peggiora la prognosi, rendendoli meno sensibili ai trattamenti e aumentando il rischio di comportamenti suicidari.

Il DAP associato ad altri disturbi (depressione, disturbo bipolare, disturbo ossessivo, etc.):

  • Non è necessariamente attivo e riconoscibile;
  • Può essere in una fase di parziale remissione, ma comunque peggiorare la prognosi del disturbo associato;
  • Favorisce il ricorso ad ansiolitici;
  • Può provocare fenomeni di intolleranza agli antidepressivi, soprattutto all’inizio della terapia. Molti pazienti sviluppano così la convinzione di essere “allergici” ad alcuni antidepressivi. In casi simili è necessario iniziare la terapia a dosi molto basse che vanno incrementate lentamente.

In cosa consiste il trattamento per il Disturbo da Attacchi di Panico?

Diffuso, chiacchierato, insidioso perché spesso confuso con patologie di altro genere, il disturbo da attacchi di panico (DAP) tuttavia, reagisce spesso alla “rassicurazione”: risponde, quindi, almeno inizialmente, al “placebo” (una terapia che di per sé non ha nessuna proprietà terapeutica ma che, grazie all’aspettativa del paziente, porta effettivamente a risultati).

In realtà, se la terapia non è mirata ed efficace nel tempo, presto il disturbo tende a riaffiorare con i suoi accessi d’ansia, e spesso lo sviluppo di evitamento di luoghi e/o situazioni e una dipendenza da tranquillanti e dalla presenza di persone che ci rassicurano fa sì che si instauri un comportamento patologico, influenzato dalle crisi o solo dalla paura di esperire ancora i sintomi acuti.

Il trattamento più efficace è la farmacoterapia con farmaci specifici, associata alla psicoterapia (cognitivo-comportamentale ed altre). I farmaci di elezione non sono gli ansiolitici, che vanno usate solo per brevi periodi e “al bisogno” (es. prima di un volo aereo), bensì alcuni antidepressivi “antipanico” che vanno mantenuti finché necessario, senza timore che causino assuefazione o dipendenza.

 

Editor Karin Mosca

Dott. Mario Savino
Psichiatria

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