Il tumore alla vescica: la terapia con Synergo

Autore: Prof. Paolo Gontero
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Editor: Top Doctors®

Il tumore alla vescica è una delle neoplasie più frequenti, soprattutto fra la popolazione maschile. Il Prof. Paolo Gontero, esperto in Urologia a Torino, ci spiega cos'è la terapia con Synergo  

Il tumore alla vescica

Il tumore alla vescica, anche detto neoplasia superficiale della vescica urinaria, è uno dei più frequenti fra la popolazione maschile (al quarto posto tra tutti i tumori; in ottava posizione per quanto riguarda le donne). Quando questo è limitato al rivestimento interno della vescica, è detto tumore superficiale; se il tumore penetra più in profondità, viene definito neoplasia invasiva della vescica. 

Tumore alla vescica: quali sono i sintomi? 

I sintomi non si manifestano necessariamente, ma quando lo fanno comprendono:

  • Sangue nelle urine,
  • Tracce di sangue nelle analisi dell’urina;
  • Disagio;
  • Frequenza e urgenza nell'urinare.

Questi, però, sono sintomi che possono riguardare anche altre patologie benigne e meno preoccupanti, per cui è sempre bene rivolgersi a un medico affinché possa interpretarli.   

La diagnosi del tumore alla vescica

Affinché un medico possa appurare lo stato di salute del paziente, si avvale di un esame chiamato cistoscopia, attraverso il quale si prelevano campioni di tessuto dalla parete vescicale che vengono poi analizzati al microscopio.

Ulteriori esami che il medico può richiedere sono la TAC e la Risonanza Magnetica, oltre a ecografie ed esami radiologici del tratto urinario.   

Se dopo l’esecuzione degli esami si sospetta la presenza di un tumore, generalmente si opta per la sua rimozione chirurgica attraverso una tecnica chiamata resezione transuretrale

Il trattamento del tumore alla vescica

Il trattamento del tumore vescicale consta di due fasi principali:

  • Il trattamento denominato TURBT ,che prevede la rimozione totale della neoplasia. Se il tumore è recidivo, è possibile bruciarne le radici attraverso il laser durante la cistoscopia. Nel caso in cui il tumore penetrasse il tessuto muscolare, sarà necessario procedere alla rimozione totale della vescica (cistectomia), creando un’alternativa al drenaggio dell’urina.
  • La terapia Flushing, che consiste nell’instillare all’interno della vescica delle sostanze chimiche biologicamente attive. Queste sostanze chemioterapiche hanno lo scopo di distruggere le cellule che non sono state eliminate durante l’intervento chirurgico e quelle potenzialmente dannose. Le sostanze biologiche instillate hanno lo scopo di creare una risposta immunitaria volta alla distruzione delle cellule neoplastiche. 

La terapia con Synergo

La percentuale di rediciva del tumore, o della sua progressione, è abbastanza alta. 

Un’ulteriore tecnica che aiuta nei casi di neoplasie alla vescica è rappresentata dalla terapia con Synergo, che abbina il riscaldamento della parete della vescica all’instillazione con sostanze chemioterapiche. Questa terapia è effettuata mediante catetere inserito nella vescica attraverso l’uretra. 

Questo catetere svolge tre funzioni:

  • Mantiene costante, attraverso un computer, la temperatura della vescica durante tutto il trattamento;
  • Monitora la temperatura, mediante termocoppie, in vari punti della vescica;
  • Fa circolare il farmaco chemioterapico all’interno della vescica.

I risultati ottenuti comparando questa terapia con quelle usate finora sono molto rilevanti, in quanto il trattamento con Synergo ha portato a un calo nelle recidive neoplastiche post-operatorie.  

Chi può sottoporsi alla terapia con Synergo?

La terapia con Synergo è indicata per quei pazienti affetti da tumore esteso e per quelli le cui condizioni non permettono di operare con anestesia. La sicurezza dell’uso di questa tecnica è stata dimostrata da numerosi studi clinici, e gli effetti sono generalmente lievi e transitori (spariscono entro le 72 ore). 

Al termine di qualsiasi terapia per il trattamento del tumore vescicale, il paziente continua a essere seguito dal medico e monitorato. Solitamente sono necessarie cistoscopie di routine, oltre agli altri esami: questo è indispensabile affinché si possano individuare al più presto eventuali recidive neoplastiche. All’inizio le visite avvengono ogni tre mesi, poi vengono diradate in base alla decisione del medico curante. Il paziente deve attenersi il più possibile alle prescrizioni mediche e alle visite di controllo raccomandate. 

 

Editor Karin Mosca

Prof. Paolo Gontero
Urologia

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