Neuropatia e tumore: qual è la relazione? | Top Doctors

Il tumore come causa della neuropatia

Autore: Dott. Massimo Barrella
Pubblicato: | Aggiornato: 15/08/2018
Editor: Top Doctors®

Un tumore può essere la causa di più tipi di neuropatie; un processo di diagnosi precoce è importante per la loro distinzione e una corretta terapia. Ne parla il Dott. Massimo Barrella, esperto in Neurologia a Roma

I modelli di neuropatia provocati dal tumore

Tra le numerose malattie sistemiche che possono provocare una neuropatia annoveriamo i tumori. I tumori, sia benigni che maligni, sono formazioni di cellule che deragliano il loro comportamento, aumentando la loro massa complessiva, perdendo la loro specificità cellulare. Un tumore può provocare una neuropatia per invasione diretta, infiltrandosi e distruggendo una o più stazioni nervose, oppure per via “paraneoplastica”. In questo caso, un tumore inizia a produrre sostanze incurante del fatto che il resto dell’organismo ne abbia o meno bisogno. Questo è il tipo di fenomeno paraneoplastico più semplice, quello cioè legato all’iperproduzione di ormoni circolanti o di sostanze ad azione pro-infiammatoria da parte di cellule tumorali a basso grado di malignità.

Malattie paraneoplastiche o malattie autoimmuni?

Nei casi in cui il fenomeno paraneoplastico sia suscitato da cellule tumorali più maligne, i fenomeni di perturbazione dell’organismo derivano sia dalla circolazione di sostanze tossiche prodotte dalle cellule tumorali sia dai tentativi del sistema immunitario di distruggere quest’ultime. Il sistema immunitario comincia cioè a produrre anticorpi, il cui fine sarebbe quello di indirizzare l’attacco contro il tumore ma che, essendo impreciso, finisce per attaccare le cellule sane dell’ospite. Questo fenomeno di chiama “autoimmunità crociata”. Molte malattie paraneoplastiche sono quindi, alla fine dei conti, malattie autoimmuni, ossia provocate dalle nostre stesse “difese immunitarie”.

La neuropatia paraneoplastica

Un terzo modello di malattia paraneoplastica deriva dalla circostanza in cui un tumore distrugge un organo necessario alla salute dell’intero organismo.
Se ad esempio un tumore gastrointestinale compromette la capacita di assumere la vitamina B12 dagli alimenti, l’intero organismo risentirà della mancanza della vitamina, necessaria in questo caso sia alla produzione dei globuli rossi che al mantenimento della salute delle cellule nervose. Quando si vengono a creare situazioni nocive contro questi costituenti dei nervi periferici, parliamo di neuropatia paraneoplastica.

Qual è il processo di diagnosi?

La diagnosi di neuropatia paraneoplastica è solo una tappa intermedia verso l’individuazione di una terapia promettente: il concetto di “paraneoplastico” è così esteso da non permettere una diagnosi diretta a una terapia precisa. Anzitutto, il clinico deve trovarsi di fronte ad una possibile neuropatia sistemica, sospettabile con anamnesi, con un esame obiettivo o con un esame elettrofisiologico. Un grosso problema sta nella precoce manifestazione della sindrome paraneoplastica rispetto al tumore evidenziabile radiologicamente. Siccome, come abbiamo visto, la sindrome paraneoplastica deriva da fenomeni molecolari prodotti da cellule tumorali e inviate in circolo; in genere bastano relativamente poche cellule tumorali a produrre i fenomeni paraneoplastici, cioè prima che il tumore diventi incurabile.

Una diagnosi precoce

Non solo quindi l’eradicazione del tumore responsabile è premessa indispensabile per curare la neuropatia paraneoplastica ma quest’ultima deve essere diagnosticata correttamente per avviare una precoce ricerca di tumore, che spesso si rende palese mesi o addirittura anni dopo. Se il clinico riscontra la neuropatia e contemporaneamente il tumore, grazie alla conoscenza del tipo di tumore, può avviare una terapia il più possibile mirata contro il meccanismo della sindrome paraneoplastica in atto.
Con certi tipi di neuropatie paraneoplastiche autoimmuni, prima ancora del riscontro del tumore responsabile, è possibile avviare a terapie immunosoppressive, stando però attenti al fatto queste ultime possono facilitare il peggioramento del tumore stesso. Il precetto più importante, per il clinico, è quello di pensare a quest’eventualità, ossia la neuropatia paraneoplastica, anche di fronte a pazienti che soffrono di sindromi “neurologici” a cui vengono indicati, frettolosamente, inutili e costosi trattamenti per la “cervicale”.

 

Dott. Massimo Barrella
Neurologia

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