Impianto cocleare: un device adatto a tutte le età

Autore: Prof. Carlo Antonio Leone
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Editor: Marta Buonomano

Grazie all’impianto cocleare è possibile curare la sordità nel 98% dei casi. Il Prof. Carlo Antonio Leone, esperto in Otorinolaringoiatria e Direttore dell’UOC di Otorinolaringoiatria dell’Ospedale Menaldi di Napoli, ci spiega le applicazioni di questo dispositivo in tutte le fasce d’età

Impianto cocleare e protesi acustica: qual è la differenza?

L’impianto cocleare è un device in grado di restituire la funzione uditiva a quelle persone che purtroppo non possono più usufruire di una protesi ad amplificazione. L’impianto cocleare infatti, a differenza della protesi acustica, non amplifica il suono percepito dall’orecchio ma trasduce, cioè trasforma, l’energia meccanica dell’onda sonora in energia elettrica esattamente come farebbe il neuroepitelio cocleare quando stimolato dai liquidi endolabirintici messi in movimento dalla membrana timpanica e dagli ossicini, lanciando un potenziale d’azione (impulso elettrico).
L’impianto cocleare sostituisce, quindi, il neuroepitelio e non è legato ad un’amplificazione, bensì ad una trasduzione del messaggio meccanico in messaggio elettrico. 

Come viene eseguito un impianto cocleare?

Il device prevede una parte esterna ed una parte interna: quest’ultima in particolare viene impiantata chirurgicamente attraverso l’esecuzione della fresatura dell’osso temporale e l’inserimento di un elettrodo all’interno della coclea. Questo impianto interno viene in seguito collegato attraverso un campo magnetico al device esterno, il quale trasduce l’energia meccanica che gli arriva attraverso un microfono in un impulso elettrico che viene distribuito nei vari punti di stimolazione situati sull’elettrodo impiantato.

Per quale motivo i bambini possono aver bisogno di un impianto cocleare?

Esistono delle malattie genetiche, perinatali e postnatali, come anche malattie virali, che possono provocare una completa distruzione dell’epitelio neurosensoriale dell’orecchio. In presenza di queste patologie, i bambini possono nascere senza la capacità di sentire. Il problema più grave è che se il bambino non sente, non è in grado di apprendere il linguaggio ed è quindi destinato ad essere un sordo-muto. Oggi, in tutta Italia, esiste uno screening neonatale universale che prevede il controllo, dal punto di vista uditivo, di tutti i neonati dei punti nascita: in questo modo è possibile individuare tempestivamente i bambini con problemi all’udito, seguirli adeguatamente e, se necessario, eseguire un impianto cocleare il più precocemente possibile. Quanto più tempestivamente verrà effettuato l’impianto, tanto migliori saranno i risultati. Grazie all’impianto cocleare è possibile garantire al bambino non solo un normale apprendimento del linguaggio, ma anche una vita piena ed attiva con un completo inserimento sociale.

Impianto cocleare negli adulti: in quali casi è indicato?

Esistono patologie infiammatorie e genetiche che possono provocare negli adulti un decadimento progressivo della funzione uditiva. Oltre a queste, anche i traumi, patologie vascolari, tossiche o delle lesioni tumorali possono portare ad una sordità completa. Nel caso di un soggetto adulto con decadimento uditivo, la prima opzione terapeutica sarà l’utilizzo di una protesi ad amplificazione e, solo nel caso in cui la protesi acustica non sia in grado di offrire al paziente una vita comunicativa e sociale normale, verrà preso in considerazione l’impianto cocleare. A differenza dei bambini, gli adulti hanno già acquisito il linguaggio, quindi in caso di inserimento di un impianto cocleare il recupero funzionale sarà molto più rapido.
L’impianto cocleare negli adulti non è indicato in caso di alterazioni anatomiche, come l’ipoplasia del nervo acustico o lesioni che danneggiano la coclea, e di patologie del recettore delle vie acustiche centrali, cioè non legate ad una patologia del recettore periferico.

Impianto cocleare negli anziani: come cambia la loro qualità di vita?

Visto che l’allungamento della vita è ormai un dato statistico certo, già da diversi anni stiamo eseguendo uno studio su pazienti con deficit uditivi over 65, eseguendo impianti cocleari anche in soggetti appartenenti alla terza fascia d’età fino agli 80 anni. I risultati ottenuti con questo studio sono assolutamente eccezionali: grazie all’impianto cocleare, persone che altrimenti si sarebbero chiuse in una realtà isolata sia per quanto riguarda i rapporti sociali che la comunicazione con l’esterno, con conseguente depressione e decadimento cognitivo ed una maggiore incidenza di cadute, possono ritornare a sentire. Anche nel caso degli anziani, l’impianto cocleare viene preso in considerazione quando la protesi acustica ad amplificazione non offre buoni risultati. Inoltre, i soggetti anziani da sottoporre ad impianto cocleare devono essere accuratamente selezionati:

  • Non devono soffrire di deficit cognitivi (altrimenti il paziente recupererebbe l’udito ma non sarebbe in grado di comprendere il linguaggio)
  • Deve esserci una buona motivazione del paziente (es. un over 65 ancora attivo a livello lavorativo) e della famiglia.
  • Non deve essere affetto da patologie concomitanti che controindicano l’intervento

Va anche ricordato che la perdita auditiva è la causa di progressione dell’Alzheimer più importante.

 

Per concludere, l’impianto cocleare è uno dei più importanti risultati sia dal punto di vista medico che tecnologico, perché è in grado di restituire una funzione sensitiva estremamente importante. È fondamentale aumentare l’informazione riguardo queste nuove tecnologie in quanto, al giorno d’oggi, si può finalmente affermare che la sordità è stata praticamente sconfitta nella quasi totalità dei casi grazie a questi device.

Prof. Carlo Antonio Leone
Otorinolaringoiatria

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