In cosa consiste la mastoplastica additiva con tessuto adiposo?

Autore: Prof. Alberto Di Giuseppe
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Editor: Top Doctors®

Il lipofilling è una tecnica chirurgica che permette di impiantare da una zona del corpo ad un'altra il tessuto adiposo che si ha a disposizione. Il Prof. Alberto Di Giuseppe, esperto in Chirurgia Maxillo-Facciale e Chirurgia Plastica a Milano, ci parla di mastoplastica additiva con tessuto adiposo

 

L’intervento di mastoplastica additiva con il proprio tessuto adiposo (lipofilling) venne introdotto a partire dagli anni ‘80 dal dermatologo americano Sydney Coleman, al fine di donare un risultato assolutamente naturale. Oggi, negli USA, rappresenta circa il 20% degli interventi di mastoplastica additiva.

 

Chi si sottopone all’aumento del seno?

Generalmente l’aumento del seno con tessuto adiposo (grasso) viene richiesto da un paziente con una buona qualità della pelle con un seno poco rappresentato (ma non cadente), che non abbia una storia importante di tumori al seno a livello familiare e che desideri avere un seno del tutto naturale, senza pretendere un volume particolarmente grande (quest’ultimo dipende dal tessuto adiposo che è possibile prelevare) né una proiezione importante: il tessuto adiposo infatti non ha le stesse caratteristiche, in termini di consistenza e durezza, del silicone e non può dare la stessa proiezione.
L’aumento del seno con lipofilling dipende dalla quantità di tessuto adiposo che si ha a disposizione, qualora questo non sia sufficiente, è preferibile non compromettere altre aree del corpo per poterlo ricavare. 
È bene sottolineare che qualsiasi aumento con tessuto adiposo, sia nel gluteo che nel seno, non è “permanente”: il grasso che viene trasferito nel 60-70% dei casi rimane esattamente nelle quantità che vengono installate, ma si comporta come qualsiasi altro tipo di grasso presente nel nostro corpo e questo lo rende soggetto a variazioni. Se ci si sottopone diete o a rigidi programmi di attività fisica, infatti, il grasso verrà bruciato ed automaticamente il seno che era stato chirurgicamente aumentato si ridurrà.

Caratteristiche del grasso prelevato

Il termine “lipofilling” indica il trasferimento di tessuto adiposo da una zona del corpo ad un'altra ma, affinché questo spostamento possa avvenire con successo, il grasso ottenuto deve essere lavato, centrifugato e reintrodotto. 
Il grasso migliore da utilizzare è un grasso condensato, che permetta l’infiltrazione sotto forma di micro granuli con delle micro cannule di circa 3 mm.
Della quantità di grasso infiltrato generalmente sopravvive circa il 70%, per questo motivo si tende a “reintegrare” impiantando una quantità superiore di tessuto adiposo rispetto a quella che si necessita.
In presenza di una eccessiva perdita di peso o di alterazioni ormonali legate alla gravidanza o alla menopausa, il grasso introdotto si comporta esattamente come il quello presente nell’area da cui è stato prelevato, pertanto è necessario un mantenimento costante nel tempo del proprio peso per evitare di ridurre il tessuto adiposo impiantato. 

Quali sono le principali controindicazioni?

Nonostante si trattati di una tecnica mini-invasiva e sicura, il lipofilling è controindicato nei seguenti casi:

  • Soggetti magri, con zone di prelievo del grasso insufficienti;
  • Pazienti con familiarità di tumore al seno o in presenza di noduli mammari o patologie sospette;
  • Pazienti che focalizzano la richiesta sul volume più che sulla naturalezza del risultato;
  • Coagulopatie;
  • Infezioni;
  • Infiammazioni in atto;
  • Neoplasie;
  • Radio-chemioterapia;
  • Condizioni psichiatriche;
  • Gravidanza e allattamento;
  • Pazienti diabetici.

Prof. Alberto Di Giuseppe
Chirurgia plastica e estetica

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