In cosa consiste la Microchirurgia di Mohs

Autore: Top Doctors®
Pubblicato: | Aggiornato: 17/11/2018
Editor: Jennifer Verta

Come è nata la chirurgia di Mohs?

La chirurgia di Mohs viene impiegata per trattare il cancro della pelle e ad oggi ha ottenuto risultati molto positivi, fornendo tassi di guarigioni superiori alle tecniche tradizionali. La tecnica è stata ideata la prima volta dal Dott. F. Mohs, presso l'Università del Wisconsin ed è stata poi affinata negli anni.

In cosa consiste la chirurgia di Mohs?

Il primo step è la rimozione del tessuto tumorale: l’area interessata viene anestetizzata ed il processo non inizia finché non è garantita l’insensibilità di tutta l'area. A questo punto lo strato di pelle interessato dal tumore viene asportato. Parallelamente vengono prelevati dei piccoli campioni da analizzare al microscopio per determinare se il tumore è stato rimosso o meno. Momentaneamente si applicherà inoltre un’emostasi per impedire il sanguinamento e favorire la guarigione delle ferite, in attesa dell'esito del laboratorio. Durante il tempo necessario all’analisi, il paziente, sotto controllo di un accompagnatore, può leggere una rivista o guardare la TV. La durata approssimativa di questa fase è di circa 30-45 minuti. Una volta estirpata la lesione si analizzerà il 100% della lesione. Per fare ciò è necessario preparare piccole porzioni di tessuto, affinché siano analizzabili al microscopio. Il tessuto viene tagliato da congelato in un criostato. Nel caso venissero rintracciate cellule cancerose si ripeterà il processo una seconda volta, questa volta solo sull’area interessata, finché non sarà avvenuta l’asportazione totale. La cicatrice risultante dall’operazione viene dunque riparata nel modo più estetico possibile a seconda delle dimensioni, localizzazione e tipo di cute. L’aspetto definitivo è apprezzabile a circa un mese dalla rimozione dei punti. In condizioni normali il numero medio degli interventi è tre (che avviene in circa 2-4 ore fino alla completa rimozione), anche se dipende sempre da tumore a tumore, se sono stati eseguite operazioni in precedenza e la loro localizzazione.

Dove viene praticata la Chirurgia di Mohs?

Il procedimento è lento, particolare e necessita di persone molto specializzate. Esistono, infatti, pochissimi centri specializzati che offrono questa tipologia di chirurgia.

Come viene trattata la ferita che deriva dall’operazione?

Una volta eliminato completamente il tumore, si opta per la migliore soluzione per chiudere la ferita creata con la chirurgia. In certi casi si preferisce lasciare che si chiuda spontaneamente, fornendo cure giornaliere per circa 3-4 settimane. Altre metodiche consistono nella chiusura chirurgica con sutura o con l’uso di lembi cutanei o innesti di Chirurgia Estetica. La scelta dipende dalla dimensione e dalla posizione della lesione ed in ogni caso viene sempre consultata con il paziente.

Cosa succede dopo l’intervento?

La maggior parte dei pazienti riferiscono una certa tensione nella ferita, effetto questo che tende però a diminuire con il tempo. È frequente anche un certo grado di prurito durante la guarigione, ma ciò è del tutto normale e può essere contrastato con l’impiego di una crema idratante (per es. con vaselina).

Generalmente i tumori cutanei colpiscono le aree più superficiali dei nervi, per cui può capitare che sia necessario fino ad un anno affinché il tatto dell’are ritorni alla normalità. Nell’area colpita possono dunque coesistere sia formicoli che altre anomalie. Il tessuto che circonda la ferita sarà irrorato maggiormente dal flusso sanguineo durante la guarigione e ciò comporta che la pelle risulti più rosea e sensibile ai cambi di temperatura. Questi effetti tendono a diminuire significativamente con il tempo.

È necessario ricordare sempre che l’aspetto finale della ferita è apprezzabile non prima di un anno dall’intervento.

 Redazione di Topdoctors

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Dermatologia


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