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Infarto del miocardio: come prevenirlo?

Autore: Prof. Paolo Calabrò
Pubblicato:
Editor: Marta Buonomano

Il nostro esperto in Cardiologia a Caserta, il Prof. Paolo Calabrò, ci spiega quali sono i sintomi di un infarto miocardico e cosa fare per prevenirlo

Che cosa s’intende per infarto del miocardio?

Ragazza con le mani sul pettoLe malattie cardiovascolari in Italia sono, attualmente, la maggior causa di morte e l’infarto del miocardio rappresenta una delle manifestazioni a prognosi peggiore, contando circa 60.000 casi/anno. Questa patologia si manifesta più spesso nelle persone di mezza età, ma anche in giovani con multipli fattori di rischio, e colpisce sia gli uomini che le donne. Nelle donne la malattia si manifesta circa dieci anni più tardi rispetto agli uomini, perché la situazione ormonale della donna durante l’età fertile la protegge dal rischio cardiovascolare.

L'infarto del miocardio è un tipo di malattia cardiaca ischemica ed è causato da un insufficiente apporto di sangue al muscolo cardiaco a causa dell'ostruzione di un'arteria. Si verifica a causa dell'accumulo di placche di colesterolo, lipidi e cellule infiammatorie nelle pareti delle arterie, facendo sì che il cuore non riceva abbastanza sangue. Se il muscolo cardiaco manca di sangue ed ossigeno per troppo tempo, il tessuto in quella zona muore. Questo può essere evitato grazie ad una diagnosi precoce ed alle moderne strategie terapeutiche.

Da cosa può essere causato?

L'infarto del miocardio si manifesta improvvisamente ma si basa su una patologia cronica delle arterie, essendo causato dall’aterosclerosi, un processo lungo che riduce il lume dei vasi con la formazione di placca. Ci sono fattori che possono accelerare il deterioramento delle arterie e causarne l’ostruzione come il fumo di sigaretta, il colesterolo, il diabete e l’ipertensione, che sono alcuni dei fattori di rischio cardiovascolare che costringono il cuore a lavorare in condizioni peggiori. Gli infarti del miocardio sono aumentati tra i giovani e questo aumento è legato al consumo di droga. Una buona percentuale degli infarti nei giovani, infatti, è direttamente collegata al consumo di cocaina.

Quali sono i sintomi?

La descrizione classica di un infarto cardiaco si riferisce a un dolore opprimente al centro del torace che si irradia alle braccia (specialmente a sinistra), al collo e alla schiena. I sintomi tipici sono:

  • Dolore toracico intenso e prolungato, che viene percepito come una pressione intensa e può estendersi a braccia e spalle (soprattutto a sinistra), alla schiena e persino a denti e mandibola. Il dolore è descritto come un enorme pugno che torce il cuore;
  • Difficoltà a respirare;
  • Sudorazione e pallore;
  • Vertigini;
  • Altri: possono verificarsi nausea, vomito e svenimento.

È possibile prevenire un infarto miocardico?

I fattori di rischio principali per l’infarto miocardico sono:

  • ragazza che fuma una sigarettaIpertensione arteriosa
  • Ipercolesterolemia
  • Diabete
  • Fumo di sigaretta
  • Obesità
  • Stile di vita sedentario
  • Età avanzata

Si può ridurre il rischio di avere un infarto seguendo alcune linee guida per uno stile di vita sano:

  • Smettere di fumare;
  • Avere una dieta equilibrata, ricca di frutta, verdura, legumi e cereali. È stato dimostrato che la dieta mediterranea è la più efficace nel prevenire sia la comparsa di infarti cardiaci che la recidiva;
  • Esercizio fisico aerobico. Camminare 30 minuti al giorno al mattino e al pomeriggio è una garanzia di successo per la salute del cuore e aiuterebbe a controllare i fattori di rischio cardiovascolare;
  • Evitare le bevande alcoliche.

Nel caso in cui le modifiche dello stile di vita non siano in grado di controllare i fattori di rischio cardiovascolare, vanno iniziate terapie farmacologiche che ne consentano il controllo.

Infarto del miocardio: come bisogna agire?

In caso di presentazione di sintomi suggestivi di infarto, si devono contattare i sistemi di emergenza o recarsi al Pronto Soccorso per effettuare un ECG. Più tempo passa, maggiore è il rischio di morte o di sviluppare gravi problemi cardiaci. Gli esami che verranno eseguiti sono:

  • Elettrocardiogramma: è il test fondamentale per la diagnosi di infarto acuto, che permette anche di analizzarne l'evoluzione. Il test è una rappresentazione grafica delle forze elettriche del cuore, che si modificano in caso di infarto;
  • Analisi del sangue: un esame del sangue può rilevare un aumento di alcuni enzimi rilasciati nel sangue a seguito di necrosi durante l'infarto;
  • Coronarografia: è la tecnica più appropriata per determinare la possibile presenza e l'estensione della cardiopatia ischemica. L'angiografia coronarica permette di studiare le coronarie e di determinare la posizione e il grado di ostruzione e la presenza di lesioni che possono essersi verificate. Viene eseguita mediante un catetere che viene inserito attraverso le arterie (arteria radiale o femorale) per arrivare alle coronarie;

Quali sono i possibili trattamenti?

dottore che tiene in mano un oggetto a forma di cuoreI possibili trattamenti in caso di infarto del miocardio sono:

  • Angioplastica: nel caso in cui, alla coronarografia, vi sia la presenza di lesioni è possibile effettuare l’angioplastica. Questa prevede il rimodellamento del vaso con un palloncino inserito tramite il catetere e l’impianto di stent, una rete metallica, nella parete della coronaria che la mantiene pervia e consente al sangue di fluire correttamente;
  • Bypass coronarico: procedura chirurgica in cui viene impiantato un ponte (di solito con un’arteria) in modo che il sangue possa bypassare l'ostruzione.

Ai trattamenti invasivi si affianca un corretto uso delle strategie farmacologiche. Infatti, nei pazienti con infarto è fondamentale un corretto follow-up per la prevenzione secondaria, per evitare un secondo evento cardiovascolare. Per questo, i pazienti con pregresso infarto devono essere seguiti da uno specialista cardiologo, esperto della problematica ischemica.

Prof. Paolo Calabrò
Cardiologia

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