Infarto nella donna: i sintomi non sono così ovvi

Autore: Dott. Carlo Pignalberi
Pubblicato:
Editor: Antonietta Rizzotti

I segnali che anticipano un infarto sono oggi ben più conosciuti che nel passato: formicolio o dolore al braccio sinistro, sudorazione a freddo, debolezza e dolore intenso ed opprimente al torace che porta via il respiro. Ne parla il Dott. Carlo Pignalberi, esperto in Cardiologia a Roma

Il rischio di infarto nella donna

I sintomi più comuni dell’infarto non sono sempre così conclamati nella donna. Il gentil sesso, infatti, benché Cuoreabbia generalmente un rischio di infarto minore rispetto all’uomo fino alla menopausa, ne è comunque colpito. Nella donna, infatti, fino alla soglia della menopausa gli ormoni estrogeni svolgono un effetto protettivo dalle malattie cardiovascolari, ma è stato visto che dopo la menopausa l’incidenza di infarto risulta sovrapponibile tra i due sessi. Dopo i 75 anni, poi, il rischio aumenta vertiginosamente, ma i sintomi sono spesso ignorati. Poiché un intervento tempestivo è fondamentale per trattare con successo l’insorgenza di un infarto risulta dunque fondamentale saperne riconoscere i sintomi.

Non solo dolore al petto

Il classico dolore al petto descritto in precedenza, nelle donne, può essere molto meno intenso, graduale, intermittente ed a volte persino assente. In taluni casi potrebbe persino essere scambiato con altri disturbi quali un reflusso gastroesofageo od un senso di nausea. Il dolore non si limita inoltre solo alle braccia e al torace ma è diffuso anche ad altre parti del corpo quali collo, schiena, addome ed area mandibolare. Altri sintomi che potrebbero essere confusi con quelli della menopausa sono:

  • Nausea
  • Vertigini
  • Sudorazione ingiustificata
  • Affaticamento generale

In presenza di simili segnali ecco dunque che rivolgersi tempestivamente al Pronto Soccorso salva la vita.

La prevenzione è fondamentale

Prevenire o diminuire le possibilità di sviluppo di infarto è però possibile. Condurre uno stile di vita attivo e seguire un’alimentazione sana nel corso della vita sono due indicazioni che si sentono spesso nominare, ma che possono davvero fare la differenza per questa patologia. Praticare un qualche tipo di attività sportiva, sia anche solo camminare per mezz’ora al giorno, ha molteplici effetti benefici: aumenta il battito cardiaco, attiva la circolazione, evita il sovrappeso o aiuta a combatterlo, diminuisce il deposito di colesterolo ed altre sostanze sulle pareti delle vene facilitando il passaggio del sangue e dunque riducendo la possibilità di incorrere in un infarto. L’alimentazione, d’altro canto, dovrebbe essere ricca di frutta, verdura e fibre, povera di sale, zuccheri complessi e prodotti industriali. Si dovrebbero inoltre evitare pasti particolarmente abbondanti e prediligere al contrario pasti piccoli e frequenti.

Infine, tutte le donne, dopo i 40-45 anni, dovrebbero eseguire test periodici, specialmente misurazioni della pressione arteriosa e dosaggio del livello di colesterolo, per capire l’effettivo rischio di incorrere nella patologia ed agire di conseguenza. Infine, una volta l’anno, sarebbe utile eseguire un elettrocardiogramma per evidenziare eventuali alterazioni che non danno sintomi.

Dott. Carlo Pignalberi
Cardiologia

Vedi il profilo

Valutazione generale del paziente


Utilizziamo cookies propri e di terzi per offrire una miglior esperienza e un miglior servizio. Utilizzando questo sito ne accetta l'uso. Continuare Politica dei cookies