Infertilità di coppia: la sterilità femminile

Autore: Prof. Giovanni Menaldo
Pubblicato: | Aggiornato: 07/11/2018
Editor: Jennifer Verta

Al giorno d’oggi, la sterilità di coppia colpisce sempre più persone: circa il 20% delle coppie nei paesi industrializzati ne soffre. Nel 35% di questi casi è la donna a essere sterile. Le cause della sterilità possono essere diverse, come anche le metodologie di diagnosi: ne parla il Prof. Giovanni Menaldo, esperto in Ginecologia e Ostetricia, Direttore del Centro Clinico San Carlo di Torino di Ginecologia e Fecondazione Assistita.

Quali sono le cause più comuni della sterilità femminile?

Le cause della sterilità femminile possono essere suddivise in cervicali, uterine, tubariche e ovariche:

  • Cause cervicali: possono essere dovute alla presenza di anticorpi antispermatozoi o infezioni quali la Clamidia, il Gonococco o il Micoplasma; altre cause possono essere la stenosi, le sinechie uterine o altri tipi di problemi funzionali cervicali;
  • Cause uterine: tra esse troviamo disturbi quali fibromi o polipi uterini, alterazioni nella forma dell’utero, atrofia endometriale o infiammazioni in corso;
  • Cause tubariche: vi può essere stata una sterilizzazione previa, o le tube possono essere occluse, o ancora soggette a endometriosi o a salpingite;
  • Cause ovariche: ritroviamo in questa categoria tutte le cause di origine ovarica e ormonale, quali stress, anoressia, amenorrea, problemi di ovulazione, endometriosi ovarica, ovaio policistico, iperprolattinemia.

Esami clinici per le cause dell’infertilità femminile

  • Cause cervicali: se fossero presenti infezioni o anticorpi antisperma, o se il pH fosse alterato rispetto alla norma, il muco potrebbe ostacolare gli spermatozoi nel loro percorso. L’esame più indicato è il Post coital test: dopo una relazione sessuale viene prelevato un campione di muco dalla cervice. Se i risultati del test mostrano un’alterazione, si procede a terapie a base di inseminazione.
  • Cause uterine: i test di Sonoisterografia e di Isteroscopia permettono di studiare la cavità uterina per individuare eventuali malformazioni all’interno dell’utero, ma anche per rimuovere formazioni quali polipi, fibromi, sinechie etc. La moderna tecnica di Sonoisterografia in 3D o in 4D si rivela particolarmente precisa nel riconoscimento delle malformazioni dell’utero grazie al contrasto dato dalla soluzione fisiologica usata.
  • Cause tubariche: il test di Sonoisterosalpingografia consiste in un’ecografia vaginale tramite un catetere a palloncino e permette di individuare eventuali cause tubariche di sterilità femminile. Un altro esame disponibile nel caso in cui non si siano ottenute diagnosi definitive con gli altri metodi è la Laparoscopia, che è più complicata da eseguire e per tale motivo non può essere effettuata in ambulatorio. La Laparoscopia permette di osservare se il canale delle tube lascia o meno scorrere i liquidi, e consente di intervenire chirurgicamente su disturbi quali cisti tubariche, aderenze, endometriosi, miomi etc.
  • Cause ovariche: si combina l’individuazione del picco dell’ormone luteinizzante con un’ecografia transvaginale; in tal modo si può determinare se l’azione congiunta dell’ormone follitropina e dell’ormone luteinizzante riesce con successo a stimolare la crescita dei follicoli e a innescare di conseguenza l’ovulazione.

La Procreazione medicalmente assistita (PMA)

Se gli esami diagnostici confermano che la donna soffre di infertilità, le tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita (o PMA) possono incrementare le possibilità di concepimento. Ovviamente la terapia di PMA corretta deve essere scelta in base alle cause scatenanti della sterilità.
La Procreazione Medicalmente Assistita di primo livello cerca di aiutare la fecondazione “in vivo”. Alcuni esempi sono:

  • l’inseminazione intrauterina, che consiste nel portare il liquido seminale capacitato all’interno della cavità uterina 
  • l’inseminazione intratubarica, che mima ciò che avviene in natura, portando il liquido seminale capacitato direttamente a livello tubarico, dove l’ovocita viene liberato
  • l’ovulazione per rapporti mirati.

La Procreazione medicalmente assistita di secondo e terzo livello comprende le metodologie di fecondazione “in vitro”, ovvero condotte in laboratorio. Le tecniche più diffuse in questo campo sono la FIVET (Fecondazione in vitro Embryo transfer), che prevede che gli spermatozoi fecondino l’ovocita in modo spontaneo, e l’ICSI/PICSI (Iniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo) con selezione degli spermatozoi mediante acido ialuronico (PICSI), che invece consiste nell’iniezione di un solo spermatozoo dentro l’ovocita.

Prof. Giovanni Menaldo
Ginecologia e Ostetricia

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