Infortuni muscolari nel calcio: dopo quanto è possibile tornare in campo?

Autore: Dott. Andrea Causarano
Pubblicato: | Aggiornato: 20/07/2018
Editor: Top Doctors®

I traumi muscolari nel calcio professionistico sono sempre più frequenti a causa dell’evoluzione e dell’incremento dei carichi allenanti e dall’aumento quantitativo e qualitativo delle prestazioni richieste. Il Dott. Andrea Causarano, esperto in Medicina dello Sport a Siena, espone i principali infortuni muscolari dei calciatori e le relative cause

Quali sono i traumi muscolari più frequenti nei calciatori?

Nella pratica calcistica le patologie muscolari degli arti inferiori rappresentano oltre il 30% di tutti i traumi. Interessano i muscoli posteriori della coscia (37%), gli adduttori (23%), il quadricipite (19%) ed il polpaccio (13%). In pratica non esistono calciatori che durante la loro carriera non siano andati incontro a questi infortuni.
Questi traumi, soprattutto nel calcio professionistico, sono in aumento a causa delle grandi pressioni interne (aziendali) ed esterne (mediatiche), che rendono questo sport sempre più impegnativo per il corpo umano dell’atleta. Gli infortuni muscolari non sono naturalmente i soli nel calcio ed è bene ricordare come anche le distorsioni delle articolazioni (soprattutto ginocchio e caviglia) o le fratture ossee rappresentino cause frequenti di lunghe assenze dai campi da calcio.
I traumi muscolari del calciatore possono essere distinti in due grandi gruppi in base all’evento che li genera:

  • Traumi diretti: dovuti ad un contatto più o meno violento con un avversario o con il terreno di gioco. Sono contusioni che danneggiano i muscoli provocando sanguinamenti interni talvolta anche gravi. Solo il 4% delle patologie muscolari è causata da questo meccanismo
  • Traumi indiretti: sono dovute a gesti tecnici (calciare) o fisici (correre) eseguiti perlopiù senza presenza di avversari ed in grado di determinare danni muscolari che possono spaziare dal semplice crampo o indurimento alla lacerazione muscolare totale o sub totale del muscolo. Rappresentano il 96% delle patologie muscolari

Quali sono le cause principali?

Nel calcio professionistico ma direi proprio anche nel calcio inteso come sport, è impossibile individuare una causa unica responsabile delle patologie muscolari. 
I fattori di rischio possono essere catalogati in intrinseci (propri del fisico dell’atleta) o estrinseci (legati all’ambiente in cui si pratica l’attività sportiva).
Tra gli intrinseci i più importanti sono:

  • Allenamento di preparazione inadeguato
  • Inadeguate tecniche di riscaldamento
  • Insufficiente recupero tra un impegno (allenamento o partita) ed il successivo
  • Pregresse lesioni muscolari (cicatrici)
  • Carenze nel sangue di elementi indispensabili per il muscolo (potassio e ferro)
  • Gestualità tecnica e fisica non corretta
  • Ripresa dell’attività dopo lunga assenza 
  • Fattori psicologici negativi
  • Predisposizione genetica 
  • Inadeguata alimentazione ed idratazione

Tra gli estrinseci i più comuni sono:

  • Condizioni climatiche
  • Terreno di gioco
  • Equipaggiamento tecnico (scarpe)
  • Pressioni ambientali (classifica, tifoserie) 

Dopo quanto tempo è possibile tornare in campo?

I tempi di recupero degli infortuni muscolari dipendono sempre dalla gravità del trauma. Si può ripristinare una funzionalità muscolare in pochi giorni ma possono essere necessari anche mesi per rivedere il calciatore in campo. La variabile è sempre rappresentata dalla presenza o meno dell’interruzione delle fibre muscolari. Se quest’ultime sono esclusivamente contratte e dolenti da fenomeni legati alla fatica ed allo scarso recupero, occorrono poche ore per tornare alla normalità. Se invece le stesse fibre sono interrotte, lacerate da un evento acuto che quasi sempre ha determinato l’interruzione della partita, allora si va da un minimo di 2-3 settimane a 2-3 mesi per le lesioni subtotali.

Dott. Andrea Causarano
Medicina dello sport

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