Instabilità di spalla: un problema articolare da non sottovalutare
La spalla è l’articolazione più mobile del corpo umano, ma anche la più soggetta a instabilità. Questo rende la spalla vulnerabile a episodi di lussazione e sublussazione, in particolare in seguito a traumi o durante la pratica sportiva. Approfondiamo l’argomento con il Dott. Vittorio Candela, Ortopedico e Trauamtologo a Roma.
Cos'è l’instabilità di spalla?
Si parla di instabilità quando la testa dell’omero perde il normale contatto con la glena della scapola. Se il distacco è completo e permanente, si tratta di lussazione; se è parziale e transitorio, si parla di sublussazione. I soggetti iperlassi (con lassità legamentosa congenita) presentano un rischio maggiore, e in alcuni casi sono in grado di sublussare volontariamente l’articolazione.
Quali sono le lesioni associate alla lussazione?
Una lussazione non è solo una dislocazione articolare, ma può essere accompagnata da diverse lesioni anatomiche:
- Lesione di Bankart
È una delle complicanze più frequenti e riguarda il distacco del cercine glenoideo, fondamentale per la stabilità della spalla. Il danneggiamento di questa struttura compromette la capacità dell’articolazione di mantenere la testa omerale in posizione corretta.
- Lesioni nervose
Il plesso brachiale può essere compresso o stirato durante la lussazione, causando sintomi come parestesie e debolezza muscolare, soprattutto a livello del nervo circonflesso, che innerva il deltoide. In genere i sintomi regrediscono, ma possono durare anche 3-4 mesi.
In pazienti oltre i 55-60 anni, l’evento traumatico può provocare rotture tendinee, più probabili in presenza di degenerazione dei tessuti. È quindi fondamentale valutare la funzionalità della cuffia dei rotatori, eventualmente con una Risonanza Magnetica.
- Lesioni ossee
Traumi più gravi possono causare fratture della glena (bony Bankart) o erosioni croniche in caso di lussazioni ricorrenti. Un’altra lesione frequente è quella di Hill-Sachs, che interessa la testa omerale.
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Trattamento conservativo
Il primo episodio di lussazione, in assenza di lesioni associate, viene in genere trattato con immobilizzazione tramite tutore per circa 3 settimane. Segue un programma di riabilitazione volto al recupero di mobilità, forza e propriocezione. Nei soggetti sportivi, il ritorno all’attività deve avvenire solo dopo il recupero completo, tenendo presente che il rischio di recidiva è più alto nei giovani atleti di sesso maschile.
Quando è indicato l’intervento chirurgico?
La chirurgia stabilizzante è indicata nei casi di fallimento del trattamento conservativo o se il paziente lamenta lussazioni recidivanti, dolore persistente o sensazione di instabilità (apprensione). In alcuni casi, come nei giovani atleti di sport da contatto o in presenza di lesioni ossee, l’intervento può essere valutato già dopo il primo episodio.
L’instabilità di spalla è una condizione che, se trascurata, può compromettere seriamente la qualità della vita e l’attività sportiva. Una diagnosi precoce e un trattamento mirato sono fondamentali per evitare recidive e lesioni croniche.


