Insufficienza cardiaca: perché si manifesta?

Autore: Dott. Luigi Sulpizii
Pubblicato:
Editor: Antonietta Rizzotti

L’insufficienza cardiaca o scompenso cardiaco congestizio è una condizione patologica durante la quale il cuore non riesce a pompare sangue a sufficienza a tutti gli organi ed apparati del nostro corpo. Il Dott. Luigi Sulpizii, esperto in Cardiologia a Roma, ci parla di cause

Quali sono le principali cause dell’insufficienza cardiaca?

Le cause dell’insufficienza cardiaca possono essere:

  • L’ipertensione arteriosa mal curata;
  • La malattia coronarica, soprattutto se ha determinato infarti;
  • Le malattie acquisite e congenite del muscolo cardiaco.

Relativamente alle malattie acquisite, possono essere di origine famigliare come le cardiomiopatie (dilatative, ipertrofiche o restrittive), o secondarie all’assunzione di sostanze tossiche per il cuore come l’eccesso di alcol, l’uso dei farmaci impiegati per la cura dei tumori o le infezioni virali o batteriche.

L’insufficienza cardiaca è una patologia che può interessare almeno il 5% della popolazione di età superiore ai 70 anni.

Da quali sintomi è caratterizzata l’insufficienza cardiaca?

I sintomi principali dello scompenso cardiaco sono:

  • Edema, ovvero l’accumulo di liquidi nei tessuti molli delle gambe che si manifesta inizialmente come una impronta alla pressione delle dita sulle caviglie;
  • Difficoltà respiratoria, prima per gli sforzi intensi e poi via via per quelli sempre più lievi, nei casi più gravi si riesce a respirare solo da seduti;
  • Stanchezza o l’astenia anche negli sforzi più leggeri come l’attività della vestizione;
  • Cardiopalmo per le aritmie;
  • Difficoltà digestiva con il gonfiore addominale;
  • Vertigini.

Come si cura l’insufficienza cardiaca?

La maggior parte dei pazienti con insufficienza cardiaca può essere curata solo con i farmaci che oggi consentono un importante miglioramento delle condizioni di vita. Questi riescono a contrastare tutte quelle modificazioni che sono alla base della malattie e quindi a ridurre i sintomi oltre che a migliorare gli indici di mortalità.

Parte integrante della terapia è ovviamente l’adozione di uno stile di vita adeguato, oltre alle misure di prevenzione cardiovascolare come:

  • La riduzione dell’introito di sale;
  • La perdita di peso;
  • La sospensione eventuale del fumo;
  • L’attenzione al metabolismo glucidico.

Negli ultimi anni e solo in alcune condizioni particolari si sono introdotte procedure interventistiche quali l’impianto di pacemaker biventricolare o di defibrillatore intracavitario o procedure cardiochirurgiche quali la valvuloplastica o gli interventi per il rimodellamento ventricolare soprattutto nelle cardiomiopatie dilatative. Nei casi più gravi l’unica terapia risulta essere il trapianto di cuore.

Dott. Luigi Sulpizii
Cardiologia

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