Intolleranze Alimentari? facciamo chiarezza!

Autore: Prof. Alessandro Casini
Pubblicato:
Editor: Jennifer Verta

Si parla sempre più spesso di intolleranze alimentari, ma le conosciamo davvero? Abbiamo intervistato il Prof. Alessandro Casini, esperto in Gastroenterologia a Firenze per darci qualche chiarimento

Che cosa sono le intolleranze alimentari?

Le intolleranze alimentari sono reazioni avverse agli alimenti, cioè manifestazioni indesiderate o impreviste conseguenti all’assunzione di un alimento che non coinvolgono il sistema immunitario. Si differenziano pertanto dalle allergie alimentari che coinvolgono il sistema immunitario. Un caso a parte è rappresentato dalla Celiachia che è una reazione dell’intestino al glutine che coinvolge il sistema immunitario, ma nella classe delle immunoglobuline “A” che non sono implicate nelle vere allergie. I sintomi causati da intolleranza ad un alimento possono essere vari: pesantezza di stomaco, cattiva digestione, gonfiore e/o dolore addominale, diarrea, flatulenza, meteorismo, stanchezza cronica, cefalea e perfino ansia e depressione.

Quali sono le cause delle intolleranze alimentari?

Nella maggior parte dei casi le intolleranze alimentari sono dovute alla carenza di enzimi che digeriscono l’alimento incriminato. Le più importanti sono l’intolleranza al lattosio e quella al fruttosio. La prima è causata dalla carenza (sempre parziale nell’adulto) dell’enzima lattasi contenuto nel nostro intestino. La seconda ad un deficit di un meccanismo di trasporto intestinale (Glut 5) del fruttosio. I soggetti con queste intolleranze possono presentare dolore e gonfiore addominale, meteorismo e diarrea all’assunzione di alimenti contenenti lattosio o fruttosio. L’intolleranza al lattosio è sempre parziale per cui alimenti a basso contenuto di lattosio (come i formaggi stagionati) sono di solito tollerati.

Diverse tipologie di intolleranze

Altre “intolleranze” agli alimenti possono essere causate dalla presenza di additivi/conservanti o coloranti negli alimenti conservati o bevande zuccherate. O ancora, certe intolleranze si possono verificare in alcuni soggetti predisposti quando si consumano una serie di alimenti cosiddetti “istamino- liberatori”. Questi alimenti non inducono una vera allergia, ma fanno liberare istamina (il mediatore di tutte le allergie) nel nostro organismo producendo quindi tutti i sintomi sopradescritti. Fra questi ricordiamo: cioccolato, fragole, banane, crostacei, lumache, tonno, alici, frutti di mare, aringhe, conserve, crauti, cavoli, pomodori, spinaci, wurstel e, talvolta, anche vino e birra.

Sembra celiachia, ma non lo è

Un’intolleranza alimentare che si sta sviluppando sempre più negli ultimi anni è la cosiddetta “sensibilità al glutine non celiaca”. Si tratta di persone che presentano dolore, gonfiore addominale, meteorismo diarrea o stipsi, cattiva digestione, flatulenza che regrediscono quando si mettono a dieta senza glutine. L’importante in queste persone è escludere in maniera assoluta la presenza di celiachia o di allergia al grano. Questo soggetti chiamati “gluten-sensitive” traggono giovamento da una dieta gluten-free, tuttavia la loro astinenza dal glutine non deve essere assoluta ed obbligatoria come nei soggetti celiaci, perché il loro intestino non è danneggiato come nella celiachia.

Affidarsi sempre ad uno specialista medico qualificato è dunque la chiave per una corretta diagnosi di Intolleranza Alimentare.

Prof. Alessandro Casini
Gastroenterologia

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