Ipertrofia prostatica: quando sospettarla e rivolgersi all’urologo

Autore: Dott. Marco Raber
Pubblicato: | Aggiornato: 17/11/2018
Editor: Top Doctors®

L’ipertrofia prostatica è una delle patologie più comuni tra gli uomini che hanno superato i 60 anni di età. Di che cosa si tratta e come si riconosce? Il Dott. Marco Raber, Urologo, risponde alle nostre domande

 

 

Che cos’è l’ipertrofia prostatica?

L’ipertrofia prostatica consiste in un aumento di volume della prostata, che può provocare alterazioni della funzione vescicale.

 

Quando sospettare un’ipertrofia prostatica?

Di solito i sintomi di un’ipertrofia prostatica non passano inosservati. Il paziente può avvertire la necessità di svuotare frequentemente la vescica, anche durante le ore notturne, o avere uno svuotamento difficoltoso (senso di svuotamento incompleto), se non addirittura doloroso. La minzione, l’espulsione dell’urina, può essere urgente e poco procrastinabile (non si riesce a trattenere lo stimolo), il che potrebbe causare anche incontinenza urinaria.

La qualità della vita ne può risentire pesantemente: il sonno risulta spesso molto disturbato e poco riposante, e la necessità di urinare continuamente impedisce lo svolgimento di normali attività quotidiane, come fare una passeggiata o un viaggio in auto, guardare un film al cinema o presenziare ad una riunione. Anche la sfera sessuale può risultarne influenzata negativamente.

 

Cosa deve fare un uomo che sospetta di soffrire di ipertrofia prostatica?

È necessario che colui che pensa di soffrire d’ipertrofia prostatica si rivolga ad un Urologo, il quale indicherà quali esami dovranno essere eseguiti per una corretta diagnosi.

Normalmente, nei casi non complicati, il primo approccio terapeutico è di tipo farmacologico. Nel caso in cui la terapia non sia in grado di risolvere i sintomi e di migliorare la qualità della vita del paziente, allora è necessario eseguire un trattamento chirurgico. Questo può essere preso in considerazione anche in prima battuta, se il paziente non è più in grado di urinare ed è stato necessario ricorrere al posizionamento di un catetere vescicale.

 

Quali sono le complicanze di una ipertrofia prostatica?

La complicanza più eclatante è l’impossibilità di urinare. Il paziente lamenta una difficoltà sempre maggiore nell’urinare, con un getto filiforme e uno sgocciolamento continuo, dovuto alla fuoriuscita di urina da una vescica sovradistesa. In questi casi dev’essere posizionato un catetere vescicale, per svuotare la vescica e per preservare la funzionalità dei reni.

Nei casi più gravi si può arrivare all’insufficienza renale. Anche un’epididimite o una prostatite possono complicare un’ostruzione prostatica, con possibile sintomatologia generale come febbre elevata. Calcolosi vescicale e sanguinamento (ematuria) con possibile anemizzazione sono ulteriori complicanze possibili.

In caso di complicanze la visita urologica non è solo indicata, ma da effettuarsi urgentemente.

 

 

Editor Karin Mosca

Dott. Marco Raber
Urologia

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