L’acne: conosciamola meglio

Autore: Prof. Enzo Berardesca
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Editor: Top Doctors®

L’acne non sempre è un problema limitato all’adolescenza e concentrato, in particolare, tra i 12 e i 20 anni circa. Può succedere che brufoli, comedoni e pustole fioriscano sul viso di una donna anche a 25-30 anni e più. L’acne dell’adulto, secondo gli esperti, può essere una continuazione del problema del periodo adolescenziale, ma può scatenarsi, per varie cause, anche più avanti con gli anni. E questo non è il solo “luogo comune” sull’acne: un’altra convinzione diffusa è che i raggi del sole apportino un beneficio alla pelle soggetta a brufoli e comedoni, rendendola più pura. Si tratta, invece, di una convinzione errata, perché il sole, dopo un primo, apparente miglioramento, può addirittura rendere più serio il problema dell’acne. Ce ne parla il Prof. Enzo Berardesca, Dermatologo

 

 

Come si formano le lesioni?

I problemi di acne sono sempre legati ad un’eccessiva produzione di sebo, ossia di grasso, da parte delle ghiandole sebacee che si trovano accanto al bulbo pilifero. Sono, inoltre, legati ad una contemporanea ed eccessiva cheratinizzazione dello sbocco del follicolo pilifero (il punto in cui spuntano i peli sul viso). Il sebo è una sostanza di consistenza oleosa, la cui funzione è formare un sottile strato protettivo attorno alla pelle, per nutrirla, mantenerla idratata e ripararla dalle aggressioni esterne. L’aumento della produzione di sebo può anche essere dovuta all’assunzione di farmaci progestinici a scopo anticoncezionale o di cura (ad esempio, per far regredire le cisti ovariche). Questi prodotti, assunti sul lungo periodo, possono favorire un aumento della produzione degli androgeni.

Il sebo in eccesso si accumula attorno al fusto del pelo, e, per colpa dell’ipercheratinizzazione, crea una sorta di “tappo” che impedisce al sebo stesso di defluire all’esterno. Il “tappo”, detto comedone o più comunemente “punto nero”, favorisce un processo infiammatorio alla base del pelo, a causa della presenza del sebo ristagnante. Inoltre, questo ambiente diventa terreno fertile per l’attacco di batteri, come il Propionibacterium acnes, che vivono normalmente alla base del pelo, ma che rendono più seria l’infiammazione se aumentano di quantità.

 

Tipi di acne

1) L’acne comedonica è la forma più comune. Esordisce alla pubertà con aumento del sebo nella zona del volto e del cuoio capelluto. I comedoni compaiono a gruppi su fronte, mento e naso. Generalmente non lascia cicatrici.

2) L’acne di tipo papulo-pustolosa si localizza soprattutto sul viso, ma anche sul torace e sul dorso. Si accentua durante i periodo di stress ed è caratterizzata dalla presenza di papule e di pustole, rilievi cutanei solidi e rossi, oppure più maturi.

3) L’acne nodulare è caratterizzata dalla formazione di lesioni nodulari dolenti di colorito rosso-violaceo, localizzate nella zona del collo e sotto la mandibola.

 

Le cause dell’acne

L’acne può comparire durante l’adolescenza, ma spesso persiste anche più avanti negli anni, o addirittura si manifesta in età adulta. Un disturbo che inizia con l’adolescenza e prosegue in età adulta è causato da una predisposizione genetica. I recettori che si trovano nel follicolo pilosebaceo situato a livello dei peli presenti sul viso sono particolarmente sensibili all’azione del testosterone, un ormone maschile che è presente in piccole quantità anche nelle donne. Il testosterone agisce sulla ghiandola che s’infiamma e produce una maggiore quantità di sebo, la sostanza oleosa che nutre la pelle. Il sebo, bloccato dall’ostruzione del follicolo, che si comporta come una sorta di tappo, non riesce a defluire e si accumula nel follicolo: si forma così il brufolo.

Se, però, una persona non ha mai avuto problemi di acne e questi compaiono da adulti, oppure se si era già guariti ma dopo anni il problema ritorna, le cause sono diverse. Nelle donne ci può essere un problema di ovaio policistico, ossia di un ovaio al cui interno sono presenti tante cisti di dimensioni piuttosto ridotte, che producono, però, ormoni androgeni. L’aumento di queste sostanze è responsabile di un’iperproduzione di sebo. Anche lo stress può causare acne negli adulti perché avvia un meccanismo biochimico che provoca la liberazione di prostaglandine, leucotrieni, interleuchine, sostanze con azione infiammatoria che aumentano la produzione del sebo favorendo la comparsa dell’acne.

Altri fattori che predispongono all’acne sono l’uso di cosmetici troppo grassi o prodotti non adatti al tipo di pelle che possono provocare l’ostruzione del bulbo pilifero, o, ancora, una pulizia insufficiente o errata.

 

Attenzione al fumo!

Un ruolo di rilievo nello sviluppo dell’acne ha il fumo: una ricerca svolta qualche anno fa dall’Istituto San Gallicano di Roma ha individuato una correlazione tra l’acne femminile in età adulta e l’abitudine al fumo. La ricerca è stata condotta osservando 1.000 donne di età compresa fra i 25 ed i 50 anni. Gli esperti hanno notato che quasi la metà delle fumatrici ha la pelle rovinata dall’acne, al contrario delle non fumatrici che, invece, sono soggette a questo disturbo soltanto nel 10% dei casi. Le donne fumatrici che hanno problemi di pelle soffrono di un tipo di acne del tutto peculiare, denominato appunto acne del fumatore, caratterizzata dalla prevalenza di lesioni non infiammate (punti neri, cisti) su una cute solitamente molto ispessita.

 

 

Attenzione all’esposizione al sole!

Chi è soggetto ad acne può prendere il sole, con qualche attenzione in più.

Prima di esporsi ai raggi solari, è necessario rivolgersi al medico per chiedere se è possibile sospendere tutti i trattamenti che si stanno effettuando contro l’acne. Antibiotici e retinoidi per uso orale vanno sospesi almeno un mese prima di esporsi al sole, mentre lozioni e pomate almeno una settimana prima.  Alcune terapie per l’acne possono essere seguite anche durante il periodo estivo, ma esclusivamente sotto stretto controllo medico. È bene evitare di inumidire la pelle mentre la si espone al sole: le gocce d’acqua catturano i raggi solari rendendo più aggressiva la loro azione. Si dovrebbero utilizzare solari adeguati ed evitare quelli molto grassi, in quanto possono favorire il ristagno del sebo nei pori. Vanno bene tutti i prodotti che recano la dicitura “non comedogenici”.

Per l’esposizione al sole si dovrebbero evitare le ore più calde, quelle comprese tra le 12 e le 16. In ogni caso, è sempre opportuno evitare esposizioni eccessive e prolungate.

 

Come si cura l’acne in estate?

La cura per l’acne va suggerita dal Dermatologo e continuata fino a quando è necessario, ma le manovre corrette di pulizia sono importanti per non irritare la pelle e per favorire un miglioramento.

In estate, in particolare, molti prodotti per l’acne non possono essere utilizzati perché rendono la pelle più sensibile all’azione dei raggi solari. La maggioranza delle sostanze anti-acne esercita infatti un “effetto peeling”, che esfolia delicatamente la pelle, portando via le cellule superficiali e, assieme ad esse, l’ipercheratosi e il sebo in eccesso. Ecco perché tutti i trattamenti anti-acne andrebbero sospesi qualche settimana prima di esporsi al sole, per poi essere ripresi nei mesi autunnali anche per riparare i danni causati dalla foto esposizione. 

Per lavare il viso si può usare un sapone delicato, poco schiumogeno e ad azione lievemente essicatoria, come per esempio il sapone allo zolfo. I movimenti di pulizia devono essere leggeri e delicati, per non diffondere l’infiammazione alla pelle del viso, favorendo la nascita di altri brufoli. Sulla pelle pulita si può applicare una crema specifica, per esempio a base di acido azelaico, che ha un’azione comedolitica e regolatrice del sebo, senza essiccare eccessivamente la pelle. L’acido azelaico, inoltre, non è foto sensibilizzante, quindi può essere utilizzato durante il periodo estivo.

 

Come si cura l’acne durante il resto dell’anno?

Lontano dai mesi estivi, per esempio di ritorno dalle vacanze, l’acne va affrontata con l’aiuto del Dermatologo.

Se l’acne non è dovuta a squilibri ormonali, si traggono benefici dalle cure a base di antibiotici per via orale e dai trattamenti locali. Una cura antibiotica associata a farmaci a base di benzoil perossido, per esempio, dà ottimi risultati, poiché si rivela antibatterica e contrasta la formazione dei comedoni.

Se anche questa cura si rivela scarsamente utile, può essere assunta l’isotretinoina per bocca, per cicli di almeno 4 mesi. Questo farmaco è indicato nei casi più seri di acne, quella cistica o “conglobata”, che si presenta con noduli e cisti sottocutanei. Tuttavia, l’isotretinoina può provocare malformazioni fetali se assunto in gravidanza. Per questo motivo, il suo utilizzo nelle donne in età fertile dev’essere rigorosamente associato una terapia anticoncezionale compatibile e sicura, per tutto il periodo della cura e per almeno un mese dopo la sua sospensione. 

 

Editor Karin Mosca

Prof. Enzo Berardesca
Dermatologia

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