L’acqua: un aiuto per chi soffre di calcoli renali

Autore: Dott. Paolo Piana
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Editor: Top Doctors®

Spesso si sente dire che per prevenire la formazione di calcoli renali è necessario bere tanta acqua. Ma quanta? Ci sono caratteristiche precise da ricercare sull’etichetta della bottiglia? Quando si deve bere molto e quando no? Il Dott. Paolo Piana, Urologo esperto nella calcolosi urinaria, prova a risolvere i nostri dubbi

 

 

1) È vero che l’acqua aiuta a sciogliere i calcoli?

No, l’acqua non può sciogliere i calcoli già formati. Il suo beneficio, però, è quello di prevenire la formazione di nuovi calcoli e l'accrescimento di quelli già presenti, in quanto rende difficile l'addensamento dei cristalli di sali (ossalati, urati, etc.) e aumenta il flusso dell’urina, che si porta via gli aggregati più piccoli.

Per produrre una quantità utile ad eliminare eventuali piccoli calcoli, è logico che si dovrà introdurre una quantità d’acqua piuttosto elevata, a sufficienza da provvedere anche alle normali perdite di liquidi dell’organismo, tra cui la sudorazione.

Il consiglio per coloro che soffrono di calcoli è quello di osservare il colore delle urine: se queste sono giallo carico, allora è necessario bere più acqua. Questo risultato si può ottenere assumendo all’incirca tra il litro e mezzo e i due litri e mezzo d’acqua al giorno. Chi soffre di calcoli di cistina potrebbe aver bisogno di una quantità d’acqua maggiore.

Attenzione però: bere troppo in modo incontrollato potrebbe nuocere all’equilibrio dei sali minerali presenti nel nostro organismo.

 

2) Quando bisogna bere?

È importante assumere liquidi in modo costante per tutto l’arco della giornata, circa uno o due bicchieri d’acqua ogni ora. Insieme ai liquidi assunti attraverso il cibo, si raggiunge tranquillamente la quantità consigliata.

Non bisogna bere, invece, quando si presenta un dolore renale acuto. La colica, infatti, è causata da un’interruzione del flusso dell’urina nel suo passaggio dal rene alla vescica ed è dovuta, nella maggioranza dei casi, al passaggio difficoltoso dei calcoli nell’uretere. In questi casi, oltre ad assumere farmaci antidolorifici (sono consigliati soprattutto gli anti-infiammatori non-steroidei, F.A.N.S.), bisogna diminuire la pressione all’interno del rene, riducendo o sospendendo temporaneamente l’assunzione di liquidi.

È importante quindi che l’assunzione di un’abbondante quantità di liquidi sia sempre consigliata dal medico, solo dopo aver verificato la grandezza, la posizione dei calcoli e la presenza di eventuali complicazioni.

 

3) Quale tipo di acqua è consigliata?

Diciamo che non vi è un tipo preciso di acqua che aiuti a prevenire i calcoli. Gli studi effettuati dagli anni ‘50 ad oggi, infatti, hanno prodotto risultati non attendibili e spesso contrastanti riguardo a quale composizione favorisca o prevenga la formazione di calcoli. Non bisogna, quindi, dar ascolto a quelle pubblicità che consigliano un consumo di acque a basso residuo fisso, cioè con una bassa quantità di sali minerali.

Generalmente, l’unico fattore a cui stare attenti è il sodio. Il sodio, comunque, dà all’acqua uno certo sapore salato e per questo le acque che ne contengono molto non sono particolarmente apprezzate. Per lo stesso motivo, sono da evitare le acque effervescenti naturali.

Da preferire, quindi, le acque che risultano più piacevoli al palato e digeribili, comprese quelle leggermente frizzanti. Il fatto che abbiano una lieve reazione alcalina e contengano una buona quantità di calcio costituisce un elemento favorevole. Non è neanche da evitare l’acqua del rubinetto: l’acqua di molti acquedotti (dando per scontata la sua purezza) è simile per composizione a quella imbottigliata, con costi di molto inferiori.

 

 

Editor Karin Mosca

Dott. Paolo Piana
Urologia

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