L’ansia patologia e l’EMDR: una terapia volta a sconfiggere le paure “più grandi di noi”

Autore: Dott.ssa Pamela Busonero
Pubblicato: | Aggiornato: 04/07/2019
Editor: Antonio Mazzaglia

La terapia EMDR, ideata nel 1987 da Francine Shapiro, è utilizzata dagli specialisti per la cura dei disturbi dovuti all’ansia. La Dott.ssa Pamela Busonero, esperta in Psicologia a Firenze, spiega quando è opportuno prenderla in considerazione

Cos’è l’ansia e quando diventa patologica?

Capita a tutti, in alcuni periodi della vita, di sentirsi un po' in ansia. Soprattutto se ci troviamo di fronte ad una situazione che ci preoccupa. In questi casi l’ansia non è negativa, perché fornisce una tensione necessaria ad affrontare la sfida, ci permette quindi di impegnarci al massimo e di ottenere i risultati aspettati. Essa si considera patologica quando ci blocca, è talmente alta che non ci permette di condurre una vita qualitativamente soddisfacente. Un esempio concreto potrebbe essere il caso di un ragazzo che va a fare un esame all’università. Un ragazzo con un’ansia “sana” è una persona che si preoccupa i giorni prima dell’esame, e questo gli dà la spinta per studiare. Se egli soffrisse di ansia patologica, probabilmente l’ansia lo accompagnerebbe per tutto l’esame, gli annebbierebbe la mente e non gli permetterebbe di superare tale prova.  Come dall’esempio, l’ansia patologica opprime la persona gradualmente e non le permette di svolgere una vita serena. Tutto appare più grande e più difficile di quello che realmente è. L’ansia patologica, per così dire, gode di una propria autonomia e, a volte, non è facile comprenderne le cause originarie.

Quali sono i principali disturbi dovuti all’ansia patologica?

I principali disturbi d’ansia sono gli attacchi di panico, le fobie, le ossessioni e compulsioni, i disturbi post-traumatici e l’ansia generalizzata.

Quali sono le componenti che la caratterizzano?

L’ansia patologica prevede quattro componenti:

  • La componente cognitiva: mantiene alta la sensazione di pericolo, alimentandola. Influisce direttamente sul processo di distorsione della realtà generando un circolo vizioso di negatività e catastrofismo;
  • La componente fisiologica: il corpo reagisce agli impulsi negativi che arrivano dalla psiche. Si verificano fenomeni quali l’aumento della pressione sanguigna, il battito cardiaco, e la sudorazione, si abbassano le difese immunitarie e le funzioni digestive, e i muscoli si irrigidiscono al punto da causare dolori veri e propri (specialmente al petto);
  • La componente emotiva: tutto quel che concerne la propria sfera emotiva (preoccupazione, paura, apprensione, etc.);
  • La componente comportamentale: paralisi, voglia di fuga o fuga vera e propria (siano esse volontarie o involontarie).

Quali sono i sintomi?

I sintomi possono essere cognitivi o somatici. Nel primo caso i più diffusi sono la paura di morire, di perdere il controllo o difficoltà nel concentrarsi. I sintomi somatici più comuni invece sono tremori, palpitazioni, fiato corto, nodo in gola, brividi di freddo o vampate di calore, dolori muscolari. Per quanto riguarda la prevenzione, capire e dare un nome al proprio malessere è già un primo passo per arrivare alla risoluzione del problema. Importante è, oltre ad un adeguato supporto psicoterapeutico, inserire alcune abitudini riguardanti la sfera alimentare (ridurre l’assunzione di caffeina e di zuccheri), l’esercizio fisico (graduale ma costante), la giusta respirazione e la corretta gestione dei propri spazi e dello stress.

CI parli della terapia, quale consiglia?

Se l’ansia patologica è data da un’esperienza traumatica, serve tempo per riacquisire il giusto equilibrio emotivo e quando questo avviene si ha un guadagno in termini esperienziali. La terapia EMDR è un trattamento veloce basato sulle evidenze scientifiche e, per l’appunto, non solo aiuta il paziente a stabilizzarsi e a ritrovare un equilibrio, ma ammortizza le cause scatenanti dell’ansia e permette il recupero delle risorse emotive mancanti. Il tutto è già visibile dalle primissime sedute. L’EMDR, qualora ce ne fosse bisogno, opera sui ricordi stressanti (che potrebbero essere le cause scatenanti della patologia), desensibilizzando le emozioni eccessive e le cognizioni negative legate ad essi. In terapia, lo specialista dovrà prestare attenzione a tutti quegli aspetti che vanno a confluire nel trauma in questione ovvero: l’immagine più disturbante, la convinzione negativa di sé, (“valgo poco”, “non sono abbastanza”, etc.), le emozioni di fondo, e ciò che si prova a livello fisico. Tutto questo sarà supportato da una stimolazione visiva e/o tattile. Questa terapia farà in modo che le sensazioni ed emozioni legate al ricordo negativo non siano più così forti e l’ansia scenderà notevolmente. Si andrà incontro ad una sua rielaborazione adattiva e sarà possibile proseguire la vita di tutti i giorni.

Dott.ssa Pamela Busonero
Psicologia

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