L’intervento chirurgico della cataratta: di cosa si tratta?

Autore: Prof. Vincenzo Scorcia
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Editor: Giulia Surace

La cataratta si manifesta in seguito ad un abbassamento della nitidezza delle immagini, ne parliamo con il Prof. Vincenzo Scorcia esperto in Oculistica a Catanzaro

Cos’è la cataratta?

La cataratta è il processo in cui la “lente” dell’occhio posizionata dietro all’iride, il cristallino, si opacizza in maniera totale o parziale. Questa lente permetterebbe la focalizzazione delle immagini sulla retina. Quando si manifesta una progressiva perdita di trasparenza del cristallino, essa limita la quantità di luce trasmessa all’interno dell’occhio e causa un graduale abbassamento della nitidezza delle immagini, una sensazione di annebbiamento, un’alterata percezione dei colori ed abbagliamento; inoltre, molto comune è la modifica del difetto refrattivo preesistente con necessità di aggiornare frequentemente gli occhiali, senza tuttavia riuscire a raggiungere spesso una visione soddisfacente.

Qual è la forma più comune di cataratta?

Tra le forme di cataratta, quella di sicuro più comune è la senile, provocata dall’incremento dell’età media della popolazione mondiale. Più rare sono invece altre forme tra cui le congenite, quelle associate a patologie sistemiche, le traumatiche, o quelle indotte da farmaci (il cortisone primo tra tutti).

La progressione della cataratta è in genere lenta e nelle fasi iniziali non richiede terapia; tuttavia, quando la qualità e la quantità visiva si riducono, compromettendo le normali attività quotidiane e lavorative, è necessario l’intervento chirurgico.

In cosa consiste l’operazione chirurgica della cataratta?

La “facoemulsificazione”, ovvero l’espianto del cristallino catarattoso, si esegue in ambulatorio e non prevede l’ospedalizzazione; dura circa 10-15 minuti e può essere eseguito in anestesia topica e/o locale.

Si tratta una tecnica mininvasiva che prevede microincisioni della cornea di 1,8/2,2 mm ed è una tecnica sicura sia nella fase intra che post-operatoria, riducendo al minimo il traumatismo oculare, l’infiammazione e il rischio di infezione a seguito dell’operazione, in molti casi non è prevista nessuna sutura, consentendo una riduzione dell’astigmatismo indotto chirurgicamente e una più rapida riabilitazione visiva.

Il cristallino rimosso è sostituito da una “lente artificiale” - IOL- “Intra Ocular Lens” introdotta nell’occhio attraverso un piccolo iniettore. La IOL non provoca reazioni di rigetto o allergia e consente di eliminare il precedente difetto refrattivo del paziente; inoltre, alcune IOL particolari, definite “Premium”, consentono anche la correzione dell’astigmatismo e presbiopia garantendo in molti casi una totale indipendenza dagli occhiali.

Negli ultimi anni lo sviluppo tecnologico ha introdotto il “laser a femtosecondi” o “femtolaser” che ha di fatto eliminato l’impiego del bisturi, riducendo il trauma per i tessuti oculari, migliorando la sicurezza e la precisione dell’intervento e garantendo una guarigione ancora più rapida.

Esistono controindicazioni legate all’operazione?

Nonostante la facoemulsificazione sia considerata una tra le procedure più rapide, sicure ed efficaci, resta un intervento delicato che può presentare complicanze, come ad esempio la rottura della capsula posteriore e l’infezione delle componenti interne dell’occhio che possono penetrare nel bulbo sia durante che a seguito dell’operazione. Tra gli effetti indesiderati nel periodo successivo all’operazione i più frequenti sono rappresentati da:

  • Arrossamenti dell’occhio;
  • Bruciore;
  • Lacrimazione;
  • Sensazione di “corpo estraneo”.

In una piccola percentuale dei casi, a distanza di mesi o anni dall’intervento si può notare un peggioramento della vista a causa dell’insorgenza della cosiddetta “cataratta secondaria”, legata all’opacizzazione della capsula posteriore utilizzata come supporto per il nuovo cristallino artificiale impiantato; tuttavia, la terapia è molto semplice e si avvale di un laser (Yag-Laser) per ripristinare in pochi secondi la trasparenza in modalità ambulatoriale.

Prof. Vincenzo Scorcia
Oculistica

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