L’intervento di blefaroplastica

Autore: Prof. Fabrizio Malan
Pubblicato: | Aggiornato: 16/11/2018
Editor: Top Doctors®

La blefaroplastica, l’intervento di correzione dei difetti delle palpebre, è un intervento sia estetico che funzionale. Il Prof. Fabrizio Malan, esperto in Chirurgia Plastica ed Estetica, risponde alle nostre domande su questo tipo di operazione

 

 

1)  Cos’è la blefaroplastica?

La blefaroplastica è un intervento chirurgico di correzione dei difetti delle palpebre, quasi sempre causati da un rilassamento cutaneo legato all'età e/o a degli sforzi di accomodamento dovuti a problemi di vista.

Le palpebre superiori presentano un eccesso di cute che appesantisce lo sguardo e dà un'aria stanca. Molte donne lamentano anche difficoltà nel truccarsi, a causa della piega di pelle che, talvolta, arriva fino alle ciglia. Nelle palpebre inferiori il difetto è principalmente legato ad una sporgenza del grasso sottorbitario che provoca le cosiddette "borse".

La blefaroplastica, specialmente quella superiore, ha anche una valenza funzionale perché riduce il peso delle palpebre superiori permettendo una miglior apertura degli occhi: si migliora così la visione nei campi visivi superiori.

 

2) È adatta a tutti i pazienti?

Come per tutti gli interventi, bisogna valutare attentamente ogni singolo caso. Ciò premesso, non ci sono limitazioni di età o di sesso per sottoporsi all'intervento. È importante che durante la progettazione e l'esecuzione dell'intervento si tenga conto delle condizioni di tonicità della cute e dei tessuti palpebrali, soprattutto per le palpebre inferiori, per evitare che ci sia una tensione del margine cigliare verso il basso con conseguente rischio di "occhio rotondo".

 

3) Come avviene la prima visita? 

La prima visita in Chirurgia Plastica è sempre molto importante. Si effettua una valutazione del problema e se ne discutono le possibili soluzioni affrontando tutti gli aspetti dell'operazione, dal tipo di anestesia ai risultati che è possibile ottenere: si considerano sia gli effetti diretti dell'operazione (preparazione all'intervento, decorso e terapie postoperatorie, durata della convalescenza etc.), sia gli aspetti indiretti, cioè la possibilità di integrare il risultato prendendosi cura anche delle zone vicine alle palpebre (sopracciglia, regione temporale, zigomi etc.).

 Durante la visita è corretto affrontare anche l'aspetto che riguarda i costi dell'intervento (sala operatoria, anestesista, équipe chirurgica).

 

4) Come ci si prepara alla blefaroplastica? 

Per eseguire in sicurezza questo intervento, è utile eseguire degli esami del sangue, in particolare per verificarne la capacità di coagulazione.

Il giorno dell'operazione è consigliabile recarsi in clinica portando con sé degli occhiali da sole, da indossare come protezione al momento della dimissione. Non bisogna truccarsi, ma non ci sono problemi per le unghie smaltate o ricostruite: i moderni apparecchi per la misurazione della quantità di ossigeno nel sangue funzionano comunque. Inoltre, non si possono portare oggetti metallici indosso quando si va in sala operatoria.

 

5) La blefaroplastica superiore

Dopo avere “disegnato” la quantità di pelle che si prevede asportare, si comincia eseguendo un’infiltrazione di anestetico locale con vasocostrittore sotto alla pelle delle palpebre.

Si procede, poi, all’incisione cutanea ed all’asportazione della pelle che si era programmato di rimuovere. Spesso si elimina anche una piccola striscia di muscolo orbicolare e si esegue un’accuratissima emostasi (si arresta il sanguinamento). Infine, si passa alla sutura: questa è intradermica, senza punti esterni, in modo che le cicatrici dell’intervento saranno praticamente invisibili. La spessa operazione si ripete sulla palpebra dell’altro occhio. Vengono, poi, applicati dei cerotti sottilissimi che proteggono la sutura. A questo punto si può essere dimessi, ma è importante continuare ad applicare impacchi freddi sulle palpebre.

 

 

6) La blefaroplastica inferiore

Nella blefaroplastica inferiore si rimuovono o si modellano le ernie adipose che formano le borse e si asportano minime quantità di cute.

Dopo aver applicato dell’anestetico locale con vasocostrittore nelle palpebre inferiori, si procede all’incisione della cute al margine delle ciglia, si solleva la cute con parte del muscolo orbicolare della palpebra e si isola l’ernia adiposa. Questa può essere rimossa o, in alcuni casi, distribuita nel tessuto sottocutaneo quando si devono eliminare le occhiaie.  Si esegue un’accuratissima emostasi e si mette in tensione con alcuni punti riassorbibili il margine palpebrale inferiore, per evitare il rischio dell’occhio tondo. A questo punto, si sutura con punti staccati e si medica la ferita con alcuni piccoli cerotti che, oltre a proteggere, aiutano la distensione della pelle.

 

7) Dopo l’intervento: com’è il decorso post-operatorio?

Il decorso postoperatorio è, in genere, piuttosto semplice. È possibile svolgere le proprie attività normalmente, ma si dovrebbero evitare quelle che affaticano particolarmente la vista. Talvolta può essere utile assumere un antidolorifico quando scompare l'effetto dell'anestesia locale.

Molto spesso ci sono dei piccoli lividi che durano per alcuni giorni e questo può provocare disagio nei rapporti sociali. Dopo 4 o 5 giorni sarà possibile rimuovere i punti di sutura e lasciare le palpebre libere da medicazioni.

Nella maggior parte dei casi, dopo un paio di settimane le cicatrici sono già praticamente invisibili, è possibile riprendere tutte le proprie attività e ricominciare a truccarsi.

 

A guarigione completata lo sguardo sarà più rilassato ed il volto più luminoso. Il commento più frequente da parte dei conoscenti è: “hai l’aria riposata, hai fatto una vacanza?” Questo perché, se l'intervento è ben programmato e ben eseguito, il risultato è naturale, senza distorsioni o forzature. 

Prof. Fabrizio Malan
Chirurgia plastica e estetica

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