La calcolosi renale: prevenzione e trattamento!

La litiasi renale, è caratterizzata dalla ripetuta formazione di calcoli urinari. Questa malattia interessa dall'1% al 5% della popolazione. Purtroppo, senza misure preventive che possano portare ad un adeguato trattamento, circa Il 75% di questi pazienti avrà almeno una recidiva, ovvero il ripetersi dell’evento. L’uso di analisi diagnostiche dedicate e specializzate può portare a scoprire le cause che stanno alla base della formazione dei calcoli. Una volta che la causa è conosciuta, si possono sviluppare un piano di trattamento personalizzato e progettato per impedire la crescita dei calcoli esistenti ma soprattutto prevenirne la formazione di nuovi
Tipi di calcoli:
- Calcoli di Acido Urico
- Calcoli di Ossalato di Calcio
- Misti;
- Calcoli di Struvite;
- Calcoli di Cistina;
- Forme rare.
Più frequenti sono i primi due tipi e i calcoli misti, ovvero di Acido Urico e Calcio Ossalato.
Cause e fattori di rischio
Per ragioni tuttora sconosciute il numero di persone affette da calcoli renali è andato crescendo negli ultimi trenta anni. Le persone di razza caucasica sono più soggette rispetto a quelle di razza africana, ed in generale ne sono maggiormente soggetti gli uomini; il rischio per la popolazione generale di sviluppare i calcoli è pari al 19% negli uomini e al 9% nelle donne.

Negli uomini, il primo episodio si verifica in genere dopo i 30 anni. Se in passato si hanno avuti diversi episodi di calcolosi c’è maggiore probabilità di svilupparne altri, e anche alcuni alimenti possono favorirne la formazione in persone già predisposte. Se ci sono precedenti famigliari di calcoli renali il paziente avrà maggiori probabilità di soffrirne. Oltre a fattori di razza, sesso, età, familiarità sono chiamati in causa fattori metabolici che sono sicuramente i maggiori colpevoli della produzione di calcoli e questi sono un’aumentata eliminazione, con le urine, di Acido urico, Calcio o Ossalato.
Strumenti di diagnosi
I calcoli renali vengono individuati attraverso una radiografia o un’ecografia. Queste indagini diagnostiche forniscono informazioni importanti sulla dimensione e sulla posizione del calcolo. Esami più complessi come la tomografia computerizzata (TAC) aiutano a decidere quale sia la terapia più adatta, soprattutto nei casi in cui sia necessario ricorrere a tecniche chirurgiche. Esami particolari del sangue e delle urine possono permettere di individuare il fattore chimico che può favorire la formazione del calcolo.
Prevenire e curare i calcoli
La strategia di prevenzione più importante e più semplice per prevenire la formazione di calcoli e la conseguente comparsa di coliche è ovviamente assumere più liquidi: l’acqua (ideale 2 lt al giorno) è l’alternativa migliore. Inoltre è consigliata una dieta tendenzialmente vegetariana con un consumo controllato di carne, insaccati, pesce e crostacei (due volte alla settimana). Il medico potrà inoltre prescrivere farmaci per ridurre l’acido urico nel sangue e nelle urine, o l’elevata escrezione di calcio e ossalato. In alcuni casi sarà necessario il ricorso alla chirurgia o, con sempre maggiore frequenza, a metodiche che utilizzano onde d’urto (litotrisia extracorporea) in grado di frantumare le concrezioni, internamente alle vie urinarie o nel rene. Il lato positivo di questa ultima tecnica è che tutta la procedura viene eseguita ambulatorialmente e quindi senza necessità di ricovero.
In conclusione
La prevenzione e la terapia della calcolosi renale trova il suo massimo impiego nei soggetti più predisposti. Non è raro, infatti, che pazienti affetti da calcolosi renale recidivante possano arrivare a produrre calcoli con una frequenza di 1-2 episodi ogni 12 mesi. Farmaci a basso costo e facilmente reperibili, stili di vita e diete più corrette, possono ridurre drasticamente le recidive, fino alla scomparsa totale di eventi calcolotici con un sicuro netto miglioramento della qualità di vita.

