La Chirurgia Maxillo-Facciale nella cura di traumi e lesioni al viso

Autore: Prof. Aldo Bruno Giannì
Pubblicato:
Editor: Marta Buonomano

Esistono molti tipi di lesioni che possono essere trattate da un chirurgo maxillo-facciale. Il Prof. Aldo Bruno Giannì, esperto in Chirurgia Maxillo-Facciale a Milano, ci spiega in che modo è possibile intervenire in caso di fratture e traumi a carico del viso

Quali sono i traumi maggiormente trattati in Chirurgia Maxillo-Facciale?

Medico che studia la fisionomia del viso di una pazienteCosì come succede in Ortopedia, anche in Chirurgia Maxillo-Facciale è possibile trattare i traumi e le fratture al fine di stabilizzare e ricomporre l’osso. In particolare, quelli che interessano con più frequenza l’area del viso e del cranio sono:

  • Fratture del naso
  • Fratture degli zigomi
  • Fratture della mandibola
  • Fratture della regione orbitaria
  • Fratture del cranio

In che modo si interviene?

Per raggiungere la frattura, quando è possibile, il chirurgo utilizzerà una via d’accesso intraorale (cioè passando all’interno della bocca con cicatrice non visibile); nel caso in cui non fosse possibile servirsi di questa via, sarà necessario ricorrere ad accessi cutanei poco visibili e comunque sfruttando le pieghe o rughe del viso. Una volta raggiunte le ossa lesionate, queste verranno ricomposte e stabilizzate utilizzando delle piccole placche in titanio in grado di immobilizzare la struttura ossea per consentire una loro corretta e completa guarigione.

L’intervento è doloroso?

Fortunatamente, le fratture che interessano le ossa del viso non sono così dolorose come quelle a carico degli arti. Anche la chirurgia, eseguita in anestesia generale, non ha un grosso impatto, ad eccezione del normale gonfiore post operatorio, sul paziente, il quale di norma potrà tornare a casa dopo circa 2-3 giorni dall’operazione. In caso di dolore a seguito dell’intervento, il paziente potrà assumere antidolorifici per 3-5 giorni in modo da tenerlo sotto controllo. Inoltre, il gonfiore che interessa la zona trattata scomparirà nell’arco di 10 giorni.

Le placche si devono rimuovere?

Le placche utilizzate per stabilizzare l’osso generalmente non vengono rimosse a meno che non creino disagi o problemi al paziente. In particolare, può capitare che le placche debbano essere rimosse perché si sentono al tatto sotto la pelle in aree in cui la cute è sottile, come a livello della regione periorbitaria, oppure perché si espongono in bocca, rendendosi visibili al di sotto della mucosa del cavo orale, anch’essa di norma abbastanza sottile.

Come può aiutare la Chirurgia Ricostruttiva?

Medico che studia la fisionomia del viso di una pazienteNei casi più gravi e complessi in cui il trauma provoca l’amputazione parziale di parti del volto o di segmenti ossei, si può ricorrere a tecniche di chirurgia ricostruttiva, anche sofisticate, quali veri e propri autotrapianti di tessuti prelevati dal paziente stesso in altri distretti. Tali tecniche vengono utilizzate solo in centri specializzati e, grazie anche all’ausilio di software di previsione, sono in grado di ridare forma all’area lesionata e garantirne la funzionalità, spesso con risultati incredibilmente precisi, quasi da rendere difficilmente percepibile l’entità della ricostruzione.

Prof. Aldo Bruno Giannì
Chirurgia Maxillo-facciale

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