La Chirurgia Oftalmoplastica per i traumi e le lesioni oculari

Autore: Prof. Giulio Bonavolontà
Pubblicato: | Aggiornato: 14/12/2018
Editor: Marta Buonomano

Il Prof. Giulio Bonavolontà, esperto in Oculistica a Napoli ci parla della chirurgia oftalmoplastica, una tecnica estremamente utile per curare patologie oncologiche, traumatiche, infiammatorie e malformative degli annessi oculari

Che cos’è l’Oftalmoplastica?

L'Oftalmoplastica è quella branca dell'oculistica che si occupa del trattamento delle patologie degli annessi oculari. La differenza tra oculistica ed oftalmoplatica è che mentre il primo si occupa essenzialmente dei problemi legati al bulbo oculare, il chirurgo oftalmoplastico si concentra sulle patologie legate agli annessi (orbita, palpebre e vie lacrimali).

Quali sono le competenze richieste da un esperto in Oftalmoplastica?

L’Oftalmoplastica richiede competenze di oculistica generale, quindi il background deve essere quello di un oftalmologo, cioè di un oculista, e sono inoltre necessari dei training più specifici, fondamentalmente in Chirurgia Plastica e Ricostruttiva.

Quando è necessario sottoporsi alla Chirurgia Oftalmoplastica e quali sono le possibilità chirurgiche?

Questa chirurgia è fondamentalmente necessaria quando si è in presenza di sintomi che possono danneggiare la vista. Esistono patologie tipiche dell'infanzia ed altre proprie dell'età media e anziana: a meno che non vi siano condizioni generali che impediscano un intervento chirurgico o lo rendano troppo rischioso in rapporto alla gravità della malattia, è possibile intervenire su tutti i pazienti indipendentemente dall’età. Gli interventi che possono essere eseguiti da un chirurgo oftalmoplastico riguardano i vari annessi oculari, quindi interventi sull'orbita (orbitotomia), sulle palpebre (sia estetici che funzionali) ed interventi sulle vie lacrimali.

Di quali patologie si occupa la Chirurgia Oftalmoplastica?

Il chirurgo oftalmoplastico si occupa si patologie malformative che colpiscono la palpebra, come le ptosi, patologie oncologiche orbitarie, come il carcinoma basocellulare, e le patologie che colpiscono l’apparato lacrimale, che prevedono un intervento di bypass per eliminare l’ostacolo che impedisce alle lacrime di defluire. Vengono trattate inoltre le patologie orbitarie di tipo traumatico, che prevedono un intervento eseguito per via transcongiuntivale in modo da non lasciare cicatrici e consentire la corretta motilità oculare, e le malattie di tipo infiammatorio come la Sindrome di Graves.

Da cosa vengono determinati i traumi e le fratture orbitarie?

Quando ho iniziato a studiare medicina, il trauma orbitario tipico era quello provocato da una palla da tennis: una lesione causata da uno strumento non appuntito che, arrivando a grande velocità sull’occhio, comportava la frattura delle pareti orbitarie. Oggi, invece, abbiamo anche le lesioni orbitarie causate da incidenti stradali e la blefarocalasi, una patologia non traumatica dell’anziano causata da un rilassamento di tutte le strutture muscolari e cutanee della palpebra (in particolare quella superiore). 

La Chirurgia Oftalmoplastica è rischiosa per la vista?

Dipende molto dal background dello specialista: se il chirurgo ha un background oculistico sa come di ridurre al minimo i rischi di un danno al bulbo oculare. Questi rischi aumentano se invece non si hanno esperienze e conoscenze in questo campo. È chiaro che, come qualsiasi intervento chirurgico, non è mai possibile eliminare totalmente la possibilità di rischi per il paziente.

Che cosa prevede la fase preoperatoria? E quella postoperatoria?

La fase preoperatoria consiste in uno studio attento della funzionalità del bulbo oculare, nella ricerca del annesso, cioè l’organo, lesionato e nella valutazione delle condizioni generali del paziente. La fase postoperatoria è strettamente legata al tipo di intervento eseguito e alla sua complessità: il tempo di degenza e convalescenza può variare da qualche giorno, in caso di interventi invasivi eseguiti solamente a livello palpebrale, ad addirittura mesi in caso di neoplasia maligna.

Quali consigli può dare ai pazienti che devono sottoporsi alla Chirurgia Oftalmoplastica?

Il consiglio che posso dare ai pazienti è di non pretendere e non immaginare sempre risultati perfetti perché purtroppo in chirurgia, a dispetto di quello che si racconta, non sempre è possibile raggiungere risultati utopici. Ho visto pazienti delusi dopo semplici interventi di blefaroplastica, ma questo intervento da solo non è in grado di ringiovanire lo sguardo ed il volto anziano, deve essere associato anche a dei lifting. Questo è il mio consiglio principale. I vantaggi sono fondamentalmente in funzione del danno ipotetico reale che la patologia può creare: più alto è il danno ipotetico reale, maggiori sono i vantaggi; minore è il danno ipotetico reale, minori sono i vantaggi.

 

Prof. Giulio Bonavolontà
Oculistica

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