La Chirurgia Robotica del tumore alla prostata

Autore: Dott. Bernardo Rocco
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Editor: Top Doctors®

 

La Chirurgia Robotica è oggi l’ultima frontiera per il trattamento del tumore alla prostata. Ma cosa prevede questa metodica? E come funziona? Ce lo spiega l’esperto in Urologia a Milano, Dott. Bernardo Rocco

 

Quali caratteristiche presenta il tumore alla prostata?

Il tumore alla prostata è una malattia che interessa gli uomini, in particolare dai cinquant’anni in poi, ed è generalmente molto diffusa.

Il tumore alla prostata, nella maggioranza dei casi, è caratterizzato dall’assenza di sintomi: la presenza di disturbi urinari è più attribuibile ad un problema ostruttivo che non al rischio di tumore prostatico.

È opportuno, quindi, indagare il tumore quando si supera una certa età, anche in assenza di sintomi urinari. Esistono degli esami, come il dosaggio di PSA e l’esplorazione rettale (entrambi valutabili dall’Urologo), che sono importanti per cecare di identificare i pazienti che hanno un rischio maggiore di tumore prostatico.

 

Chirurgia Robotica: in quali casi si opera il tumore alla prostata?

Tutti i tumori prostatici che sono suscettibili di un trattamento chirurgico possono essere affrontati con la Chirurgia Robotica.

Il trattamento con eradicazione della prostata aiuta anche un’eventuale risposta dei trattamenti secondari. C’è, quindi, un’indicazione a operare molti pazienti e, rispetto al passato, c’è un’attenzione particolare anche verso i pazienti che hanno la presenza di cellule metastatiche a livello osseo.

Al momento, stiamo partecipando ad un protocollo internazionale, coordinato dal Centro Martini Clinic di Amburgo, per cercare di verificare qual è il ruolo della chirurgia anche nei pazienti con malattia più avanzata.

 

Chirurgia Robotica della prostata: come avviene il trattamento?

L’intervento di Chirurgia Robotica avviene praticando alcune piccole incisioni a livello addominale: non si effettua il cosiddetto taglio tradizionale. Questo consente di inserire degli strumenti che sono guidati dal chirurgo attraverso il robot.

Non c’è nulla di automatico, ma il sistema sofisticato che utilizziamo, chiamato sistema Da Vinci, ci consente di avere una migliore visualizzazione delle strutture anatomiche e di poter avere una destrezza manuale superiore, grazie ad una serie di servo-meccanismi attivi nel robot, un po’ come tutti i sistemi elettronici che ci aiutano nella guida delle automobili di oggi.

L’intervento comporta una riduzione delle perdite di sangue e, tendenzialmente, una minor invasività per il paziente che avrà un recupero più rapido, anche nell’attività lavorativa.

 

Quali sono i vantaggi della Chirurgia Robotica?

I vantaggi della Chirurgia Robotica sono soprattutto una significativa riduzione delle perdite di sangue durante l’intervento.

L’obiettivo dell’intervento robotico non è quello di migliorare la qualità di cura oncologica, che viene assolutamente mantenuta come nell’ambito della chirurgia open, ma di ridurre l’impatto dell’intervento sulla qualità di vita del paziente. Ci sono molti studi che attribuiscono alla Chirurgia Robotica un vantaggio sul recupero della continenza e sul recupero dell’attività sessuale.

È comunque fondamentale ricordare che non è il robot che fa la differenza, ma l’esperienza del chirurgo: è molto importante, al di là della Chirurgia Robotica, scegliere un chirurgo che abbia molta esperienza in questo campo.

Dott. Bernardo Rocco
Urologia

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