La gamma glutamil-transpeptidasi (GGT): dalla biochimica al significato clinico

Autore: Dott. Giovanni Galati
Pubblicato:
Editor: Cecilia Ghidotti

La gamma glutamil transpeptidasi è un enzima che partecipa al trasporto degli amminoacidi attraverso le mebrane delle cellule. Il Dott. Giovanni Galati, specialista in Medicina Interna a Roma, ci aiuta a capire meglio

Dottore, riceve spesso la richiesta di chiarimento circa l’alterazione dell’esame gamma glutamil-transpeptidasi noto comunemente come GGT?

Certamente, è uno dei motivi più frequenti per cui ci si rivolge all’epatologo. La GGT è un enzima (proteina con molteplici funzioni e capace di reazioni con diversi composti) ampiamente diffuso e presente sia nei mammiferi che nei batteri e nelle piante. Può elevarsi per malattie epatiche ma non solo, ed associarsi ad epatiti e patologie delle vie biliari (in questo caso associata ad elevazione della fosfatasi alcalina e bilirubina). La più elevata concentrazione di GGT è nel rene, mentre nel fegato è concentrata nei canalicoli biliari. È presente in molti altri tessuti (pancreas, ghiandole sudoripare e salivari, epitelio bronchiale, cervello etc.), ma il significato clinico che assume per il fegato è quello più rilevante.

Come si determina un’elevazione dei suoi valori?

Un aumento può dipendere da un’aumentata produzione per questioni di adattamento dell’organismo ad uno stimolo come può essere alcool, grasso epatico (steatosi), sostanze tossiche o stato infiammatorio in generale, da un aumentato rilascio per danno delle cellule (ad esempio in caso di epatiti di diversa eziologia, ittero) o da una diminuita rimozione dall’organismo con meccanismi non ancora perfettamente chiariti. La GGT sierica, quella che viene misurata nei nostri laboratori, è di “origine” prevalentemente epatica.

Quali sono le funzioni principali della GGT?

La GGT è un enzima che partecipa al trasporto di aminoacidi attraverso la membrana cellulare e all’equilibrio dello stato ossidativo/infiammatorio cellulare. In particolare, la GGT ha come substrato il glutatione (GSH) e il leucotriene C4 (coniugato del glutatione) con funzioni anti-ossidanti, mentre, in presenza di metalli come ferro e rame, possiede proprietà pro-ossidante diretta. La GGT interviene inoltre in processi di detossificazione mediante la sintesi di acidi mercapturici smaltiti tramite rene e fegato. Funzioni biochimiche complesse ma essenziali.

La GGT è indice di sola malattia epatica?

La GGT è stata ampiamente associata a numerose patologie ma è dato ben acquisito che associ fortemente alla presenza di obesità, sindrome metabolica (alterazioni del profilo lipidico, ipertensione arteriosa, diabete) e cardiopatia ischemica/aterosclerosi, e soprattutto a steatosi epatica non alcolica, sia direttamente che come frequente manifestazione epatica della sindrome da insulino-resistenza. Per cui, benché correli positivamente con l’assunzione alcolica, quest’ultima causa risulta di gran lunga la meno frequente nei nostri ambulatori.

Esiste anche una relazione fra GGT ed inquinamento ambientale?

La relazione esistente tra GGT ed inquinamento ambientale è stata studiata per le cosiddette "sostanze inquinanti organiche persistenti" (“persistent organic pollutants”, POPs) che sono difficilmente biodegradabili. Tuttavia gli studi sono attualmente non conclusivi in tal senso.

Cosa consiglierebbe in caso di riscontro di GGT alterata?

Sicuramente di effettuare analisi complete che vadano ad escludere un’epatopatia, ma anche una valutazione clinica generale che valuti il nostro quadro metabolico, indagando eventuale predisposizione a diabete o malattie cardiovascolari. Un’ecografia epatica inoltre è essenziale per individuare la presenza di steatosi epatica (fegato grasso).

Dott. Giovanni Galati
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