La microdiscectomia anteriore per il trattamento delle ernie cervicali

Autore: Dott. Nicola Montano
Pubblicato: | Aggiornato: 16/11/2018
Editor: Top Doctors®

La microdiscectomia anteriore: un approccio mini-invasivo estremamente efficace per il trattamento delle ernie cervicali. Ma in cosa consiste? Il Dott. Nicola Montano, esperto in Neurochirurgia a Roma, ci offre una spiegazione dettagliata di questo intervento e delle patologie per il quale è indicato

Ernia cervicale e degenerazione discale: inquadramento diagnostico e terapeutico 

Prima di parlare delle patologie più comuni a carico della colonna cervicale e dei sintomi ad esse associati, occorre fare alcuni brevissimi richiami di anatomia. Il disco intervertebrale è situato tra due corpi vertebrali ed è formato da tre elementi strutturali: il nucleo polposo centrale, l’anello fibroso che lo contiene e due piatti cartilaginei a contatto con le vertebre. Il disco ha la funzione di assorbire gli stress, accomodare i movimenti del collo, fornire supporto strutturale e mantenere l’altezza dei forami di coniugazione. La patologia a carico del disco intervertebrale è molto comune, infatti circa il 50% delle persone almeno una volta nella vita avvertono dolore al collo (cervicalgia) o dolore al braccio (brachialgia); l’incidenza della cervicobrachialgia varia da 63 a 107 casi su 100.000 per anno. Le patologie più frequenti che interessano il disco intervertebrale sono: l’ernia del disco cervicale e la degenerazione discale. L’ernia cervicale consiste nella fuoriuscita del nucleo polposo del disco all’interno del canale spinale, attraverso una lesione a livello dell’anello fibroso discale. Tale condizione deriva più frequentemente da ripetuti stress cervicali o più raramente da un trauma cervicale, ed è caratterizzata da una sintomatologia dolorosa acuta e molto intensa. La degenerazione discale invece, derivante in prima battuta da una disidratazione del nucleo polposo discale, determina una diminuzione progressiva dell’altezza del disco ed il suo sfiancamento, fenomeni determinanti nella formazione degli osteofiti che comprimono le radici nervose ed il midollo spinale. La degenerazione discale è un processo degenerativo cronico che si verifica fisiologicamente con l’età, ma può essere anche legata ad abitudini posturali scorrette. Entrambe le patologie possono determinare un quadro di radicolopatia cervicale derivante dalla compressione di una radice nervosa cervicale o, nei casi più gravi, una compressione del midollo spinale con conseguente sofferenza midollare, o mielopatia cervicale.

La microdiscectomia anteriore per il trattamento delle patologie del disco intervertebrale

Per quanto riguarda il trattamento delle patologie appena descritte, ernia del disco e degenerazione discale, la tecnica chirurgica di scelta è la microdiscetomia cervicale anteriore, un approccio mini-invasivo estremamente efficace. Attraverso tale procedura chirurgica, si realizza una decompressione efficace del midollo spinale e delle radici nervose ad uno o più livelli (a seconda dei metameri coinvolti). Tale intervento prevede una piccola incisione lineare a livello del collo e, attraverso l’utilizzo del microscopio operatorio, la rimozione dell’ernia e degli osteofiti. La colonna viene poi stabilizzata mediante piccole protesi intervertebrali.

Dott. Nicola Montano
Neurochirurgia

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