La nevralgia trigeminale tipica

Autore: Prof. Sergio Mario Zeme
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Editor: Top Doctors®

Il nostro esperto in neurochirurgia, il Professor Zeme, ci parla della nevralgia trigeminale tipica. Questa patologia, causata il più delle volte da una compressione del nervo trigemino, si può curare attraverso l’assunzione di farmaci antiepilettici. Nel caso in cui questa cura non dia i risultati desiderati, il paziente può ricorrere all’aiuto della chirurgia

 

 

Cos’è la nevralgia trigeminale?

La nevralgia trigeminale tipica è una malattia caratterizzata da dolori simili a fitte o a scosse elettriche intense, che coinvolgono una parte del viso. Questi disturbi si presentano generalmente quando il soggetto si sfiora la pelle del viso, mastica, si lava i denti o parla. Inizialmente si manifestano per un periodo di qualche settimana o mese, poi scompaiono per altrettanti mesi o anni. Nella maggior parte dei casi i sintomi poi si ripresentano, spesso sempre più frequenti e severi. Compaiono in genere in età avanzata, ma non sono rari i casi in cui la nevralgia trigeminale si manifesta già in età giovane o adulta.

 

Cause della nevralgia trigeminale: quali sono e come individuarle

È essenziale eseguire proprio all'inizio della malattia una Risonanza Magnetica Nucleare dell'encefalo, per individuare la causa della nevralgia. Quella più frequente è la compressione del nervo trigemino, all’altezza della sua uscita dal tronco cerebrale, da parte di un'arteria o di una vena (circa il 90% dei casi), o, più raramente, da parte di un tumore in genere benigno. In età giovane o adulta una delle cause può anche essere la Sclerosi Multipla.

 

Trattamenti farmacologici per la nevralgia trigeminale

La terapia si basa su alcuni farmaci usati anche come antiepilettici come la Carbamazepina, l’Oxacarbazepina, il Pregabalin, il Gabapentin, etc.. I comuni analgesici (anche i più potenti come la morfina), invece, sono poco efficaci per la cura della nevralgia trigeminale.

Per ridurre al minimo i frequenti effetti collaterali (vertigini, nausea, sonnolenza, confusione), l’assunzione degli antiepilettici deve essere graduale: va aumentata progressivamente la dose fino ad assumere la quantità di farmaco che elimina completamente i dolori. La dose efficace deve essere poi mantenuta per almeno 15-20 giorni, quindi, in assenza di dolori, può essere gradualmente ridotta fino a eliminare del tutto il farmaco.

 

Vantaggi ed effetti collaterali dell’utilizzo di antiepilettici

In circa il 50% dei casi, il trattamento farmacologico, ripetuto ogni volta che i dolori trigeminali si ripresentano, può essere efficace e il paziente può ricorrere a questo tipo di cura anche per tutta la vita.


Nel restante 50% dei casi può succedere che i dolori non siano mai completamente controllati dalle giuste dosi di antiepilettici, o che l’assunzione di questi possa non essere ridotta ma, al contrario, aumentata nella dose. Ciò comporta particolari sofferenze per il paziente e la comparsa di effetti collaterali come anemia, riduzione dei globuli bianchi, danni al fegato e ai reni. In questo caso bisogna prendere in considerazione la terapia chirurgica.

Prof. Sergio Mario Zeme
Neurochirurgia

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