La paura dell’uomo ad approcciarsi all’altro sesso: la seduzione

Autore: Dott. Alessandro Vannucci
Pubblicato: | Aggiornato: 19/07/2018
Editor: Top Doctors®

I giovani uomini possono avere difficoltà nell’approcciare l’altro sesso: questa timidezza nasce spesso da insicurezze generate in famiglia o durante lo sviluppo. Ne parla il Dott. Alessandro Vannucci, esperto in Psichiatria a Firenze

Da dove ha origine la paura del primo approccio per i giovani?

Oggi i giovani uomini si confrontano continuamente con modelli irrealistici, il che li porta a pensare di non essere abbastanza seducenti o interessanti per conquistare l’altro sesso. Questo costante senso di insicurezza può sfociare in un’insoddisfazione nella vita sentimentale e in una difficoltà a instaurare rapporti durevoli nel tempo. Alcuni giovani potrebbero sperimentare il rifiuto del contatto, e rinchiudersi in una stanza a sognare invece di agire sulle proprie difficoltà: un atteggiamento negativo con una tonalità depressiva, che spesso nasce nell’adolescenza.
Ma innanzitutto, cosa si teme esattamente dell’incontro con l’altro sesso? Le ragioni alla base della paura dell’approccio possono essere di vario tipo, ma alla base c’è sempre un timore di essere rifiutati.

Come superare l’insicurezza?

I problemi di autostima possono scaturire anche dall’incapacità di molti ragazzi di parlare delle proprie emozioni e di accettarle senza vergogna. Affrontare queste paure fa parte della crescita personale. La paura è spesso un circolo vizioso che può portare all’autosvalutazione: più si cerca di nasconderla, più aumenta.

Le figure di riferimento (genitori, insegnanti, allenatori, formatori, etc.) spesso non sostengono adeguatamente un ragazzo nell’acquisire la consapevolezza che “va bene” sentirsi vulnerabili: bisogna certamente superare la vecchia convinzione che l’uomo “non debba” piangere.

Ogni ragazzo ha risorse e talenti da scoprire: la vera sfida è esserne consapevoli e saperli sviluppare, per mettere fine al pensiero depressivo di non essere mai “giusto”, “arrivato”, “ok”. In tal senso, la consapevolezza di sé è sicuramente il primo passo per imparare ad amarsi e per poter poi conquistare gli altri.

Perché i ragazzi hanno paura di non piacere?

Spesso questa convinzione deriva da problemi familiari: vi sono, per esempio, genitori che potrebbero essere distanti dal figlio o aver dato messaggi negativi (“sei stupido”, “non sei capace”, “non ce la fai”, etc.), magari con l’idea di sfidarlo o spronarlo, che il giovane ha “introiettato”.

Il ragazzo, quindi, può sentire che gli altri non lo vogliono vicino: in una situazione tale, accettarsi per come si è può diventare difficile. Al contrario, una madre che protegge troppo il proprio figlio potrebbe avere effetti ugualmente deleteri sullo sviluppo sentimentale di quest’ultimo, alimentando paure immotivate nei confronti del mondo esterno. È dunque importante aiutare il ragazzo a spingersi oltre la propria zona di comfort ed educarlo a superare le proprie paure sociali.

Non si tratta di pensare che le difficoltà non ci siano: in età giovanile un ragazzo sperimenterà le prime delusioni amorose, che potrebbero portarlo a pensare che l’altro sesso ricerchi solo uomini più attraenti, più sicuri o più interessanti rispetto a lui. Ciò che è fondamentale è creare una connessione emotiva profonda ed “empatica” con la persona a cui si è interessati.

Essere generosi, premurosi, consapevoli di sé e delle emozioni dell’altro sono le strategie vincenti per conquistare; spesso queste capacità si acquisiscono negli anni, man mano che il giovane, crescendo, impara a conoscere sempre di più se stesso, definisce la propria identità e i propri valori.

Quale ruolo ha la psicoterapia?

Non bisogna temere di affrontare la paura dell’approccio con la psicoterapia: talvolta, già dopo un paio di sedute, il paziente può cominciare a osservarne gli effetti benefici. Può essere importante, soprattutto all’inizio del percorso terapeutico, incontrare il giovane assieme alla sua famiglia, per capire l’ambiente da cui proviene e il tipo di messaggi che riceve dalle persone a lui vicine e come attivare il sostegno da parte dei familiari. Incontrando la famiglia e vedendo individualmente il giovane, si lavora anche sulle relazioni interpersonali, che spesso rappresentano una grande difficoltà per chi soffre della paura dell’approccio.

I giovani uomini si trovano spesso svantaggiati sul piano della comunicazione e dell’empatia: per una questione di educazione e per motivi sociali, le ragazze sono più abituate ad esprimersi ed essere in contatto con l’altro. È dunque fondamentale che il ragazzo apprenda l’importanza di una comunicazione efficace ed emotiva: solo attraverso di essa potrà farsi capire dalla partner ed essere un compagno interessante e sensibile per la persona amata.

Un altro elemento importante della seduzione è quello di adattare il proprio atteggiamento in base alla persona che si ha davanti, ma sempre rispettando la propria specificità: non c’è mai bisogno di trasformarsi in un’altra persona, ma sempre e soltanto di essere se stessi, sviluppando le proprie potenzialità.

La psicoterapia insegna come guardarsi dentro: concedersi un momento di introspezione psicologica permette di sviluppare sicurezza in se stessi e di avere più successo nelle relazioni personali e professionali.

Dott. Alessandro Vannucci
Psichiatria

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