Prostata: prevenire e curare le sue patologie | TopDoctors

La prostata: il centro della virilità

Autore: Dott. Giuseppe Quarto
Pubblicato: | Aggiornato: 08/08/2018
Editor: Top Doctors®

Molti uomini pensano che le patologie che colpiscono la prostata siano un problema solo delle persone anziane, non sapendo che la prostata è fondamentale per la procreazione ed è il simbolo dell’appagamento sessuale. Il Dott. Quarto, esperto in Urologia e Andrologia a Napoli, spiega nel dettaglio come prevenire e diagnosticare precocemente il tumore di questa ghiandola maschile

Tumore alla prostata e disinformazione

Il tumore alla prostata è un tipo di cancro che ancora oggi è considerato pericolosissimo, dato che la sua mortalità è seconda solo a quella del polmone: è infatti il tumore più diffuso in assoluto tra gli uomini, ma anche uno tra i più curabili e prevenibili; se preso in tempo, infatti, guarisce senza lasciare traccia. Il problema di base della diffusione di questo tumore è la disinformazione, dato che la prostata resta la parte più “incompresa” e meno conosciuta del corpo maschile, tanto che la maggior parte delle persone pensa che il tumore colpisca solo gli anziani. Per questo motivo, anche al giorno d’oggi molti giovani credono che l’argomento non gli interessi, dimostrando così di non sapere che la prostata è in realtà la “ghiandola della felicità”, simbolo della virilità e dell’appagamento sessuale. 

Quanto è importante la buona funzionalità della prostata? 

Possiamo dire che la prostata risulta fondamentale per la procreazione, in quanto è l’organo incaricato della produzione dello sperma, una sostanza ricca di zuccheri e altri composti nutrienti in cui gli spermatozoi vivono e nuotano, e grazie alla quale, al momento dell’orgasmo, vengono espulsi. Gli uomini con una vita sessuale particolarmente attiva sono più soggetti a contrarre piccole infiammazioni, tuttavia anche chi ha una vita sessuale meno vivace può correre lo stesso rischio, in quanto il ristagno del liquido seminale non è salutare. Queste infiammazioni, che sono chiamate prostatiti, si manifestano con una sorta di fastidio, di bruciore al basso ventre o nella zona fra i testicoli e l’ano, soprattutto durante l’atto sessuale o durante la minzione dato che l’infiammazione si trasmette anche alla vescica. Con il passare degli anni anche la prostata si trasforma, cominciando ad aumentare di dimensioni e dando i primi fastidi ad esempio alle vie urinarie, creando problemi durante la minzione con un conseguente ristagno dell’urina nella vescica; questo è il motivo per il quale molti uomini non più giovani vanno spesso a fare la pipi. 

Quali sono i sintomi del tumore alla prostata?

Purtroppo il tumore alla prostata non dà sintomatologia specifica. Le ultime ricerche hanno dimostrato che è bene effettuare dei controlli già a quarant’anni perché se in questa fascia d’età il valore di PSA è uguale o inferiore a 0.6, vuol dire che esiste un rischio molto basso di ammalarsi di un brutto cancro prostatico nei venticinque anni successivi al test. Dai cinquanta anni in poi, oltre all’esame per controllare il valore di PSA, si consiglia di effettuare annualmente anche l’esplorazione rettale.

Risultati anomali: la parola all’esperto 

Se dal valore di PSA e dall’esplorazione rettale risultasse qualcosa di alterato, per avere una diagnosi certa sarà necessario effettuare una biopsia alla prostata, una procedura ambulatoriale che permette di dare una diagnosi accurata. In caso di tumore alla prostata, le terapie con cui curarlo sono di vario tipo: negli ultimi anni lo sviluppo della tecnologia ha aiutato a trovare tecniche sempre meno invasive e sempre più selettive, grazie anche all’utilizzo del Robot da Vinci. In seguito a questo trattamento eseguito attraverso l’intervento robotico, nella maggior parte dei casi i pazienti che vi si sottopongono non presenteranno più problemi di erezione o di incontinenza urinaria, ma purtroppo non potranno più eiaculare. Per questo motivo non mi stancherò mai di dire a tutti gli uomini che il primo esame alla prostata non va fatto a cinquanta anni come molti pensano, ma già a quaranta: mai come in questo caso prevenire è meglio che curare.

Dott. Giuseppe Quarto
Urologia

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