La radioterapia stereotassica sta rivoluzionando il trattamento del cancro ai polmoni

Autore: Top Doctors®
Pubblicato: | Aggiornato: 05/05/2020
Editor: Marta Buonomano

La nuova tecnica di radioterapia stereotassica può irradiare le lesioni con più precisione senza danneggiare i tessuti sani adiacenti. Ce ne parla il nostro esperto in Radioterapia

Quanto è diffuso il tumore al polmone?

In Italia, il cancro ai polmoni è il terzo tumore più diffuso, dopo quello al colon-retto e al seno e rappresenta la prima causa di morte per gli uomini e la terza per le donne. Secondo gli studi dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) e l’Associazione Italiana Registro Tumori (AIRTUM), riportati nel libro “I numeri del cancro in Italia”, ogni anno circa 34.000 persone perdono la vita per questa neoplasia.

Radioterapia stereotassica: una nuova alternativa al trattamento chemioterapico

Finora il trattamento convenzionale per i pazienti considerati inoperabili è stato la chemioterapia, che garantiva una sopravvivenza media di sette mesi. Nonostante questo, nel corso degli anni la ricerca medica ha fatto grandi passi avanti. La radiochirurgia stereotassica è una nuova tecnica che consente di eliminare gli effetti collaterali della chemioterapia e che ha aumentato il tempo di sopravvivenza fino a più di venti mesi. “La nuova radiochirurgia ha rivoluzionato il trattamento del tumore ai polmoni” dicono i ricercatori dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO).
La radiochirurgia stereotassica è in grado di irradiare tutti i tipi di lesioni tumorali o metastatiche con alte dosi di radiazioni e, a differenza della radiochirurgia tradizionale, permette di attuare da più direzioni, con molta più precisione e accuratezza.
Questa nuova tecnica è in grado di rilevare e seguire la respirazione del paziente. Prima del trattamento verrà monitorata la sua respirazione registrando il parametro massimo di inspirazione ed il minimo di espirazione: in questo modo, se si dovessero superare suddetti limiti durante il trattamento, il macchinario si fermerebbe immediatamente. In questo modo è possibile eseguire la terapia in maniera più accurata e sicura per il paziente e consente di aumentare la dosi di radiazioni senza danneggiare i tessuti sani che si trovano attorno alle lesioni, riducendo anche gli effetti collaterali.

Radiochirurgia stereotassica: come cambia l’approccio per le metastasi?

In caso di metastasi, non tutti i pazienti possono sottoporsi al trattamento di radiochirurgia stereotassica. Per evitare di danneggiare i tessuti sani e di andare incontro ad effetti collaterali, sono stati stabiliti dei limiti in base alla dimensione della lesione e al numero di organi colpiti dalla neoplasia. Per la precisione, per potersi sottoporre a questa innovativa tecnica in caso di metastasi, la dimensione della lesione non deve essere superiore ai 6 cm di diametro e il paziente non deve avere più di sei lesioni.

Trattamento e possibili effetti collaterali

Il trattamento si svolge in poche sessioni, di solito tra le tre e le cinque sedute. Gli effetti collaterali sono generalmente rari, ma possono comunque presentarsi a seconda della localizzazione delle lesioni. Ad esempio, se viene colpito il fegato è possibile che si manifesti una epatite transitoria, se invece la lesione si trova vicino all’esofago, il paziente può lamentare dolore per alcuni giorni.

 Redazione di Topdoctors

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