La Rizoartrosi: molto diffusa ma poco conosciuta

Autore: Dott. Maurizio Fontana
Pubblicato:
Editor: Marta Buonomano

“Ogni giorno eseguiamo delle azioni, all’apparenza semplici, che però riusciamo a fare solamente grazie al buon funzionamento delle articolazioni delle nostre mani. Forse per questo non ci rendiamo conto di quanto anche le piccole patologie che le riguardano, se vengono trascurate, possono complicarci la vita impedendoci di eseguire movimenti ordinari, ad esempio infilare un filo nella cruna di un ago, girare la chiave nella serratura o semplicemente spostare un oggetto. Tra tutte le patologie, una delle più diffuse è la Rizoartrosi”. Il Dott. Maurizio Fontana, esperto in Ortopedia e Traumatologia a Ravenna, ci parla della diagnosi e del trattamento di questa patologia

Cos’è la Rizoartrosi?

La Rizoartrosi è l’artrosi dell’articolazione Trapezio-Metacarpica. Questa articolazione si trova alla base pollice, vicino alla piega del polso, ed è situata tra un osso corto e piatto chiamato trapezio e un osso lungo e cilindrico detto primo metacarpo. L’articolazione trapezio-metacarpica viene anche definita “a sella” a causa della sua forma particolare. La forma articolare del trapezio, infatti, ricorda la superficie d’appoggio di una sella da cavallo. È proprio grazie a questa conformazione curiosa che il pollice è in grado di muoversi molto più ampiamente delle altre dita. Il pollice, quindi, è un dito molto importante e nell’uomo svolge funzioni particolari in quanto dotato del movimento dell’opposizione. L’opposizione consente all’uomo di afferrare oggetti di piccole e grandi dimensioni con la stessa efficacia, stringendo gli oggetti da due lati. Questa particolarità dell’uomo è stata studiata a lungo dagli antropologi che hanno stabilito come sia indice di un’evoluzione genetica esclusiva della razza umana, tanto che le scimmie stesse non ne sono dotate. Purtroppo questa capacità viene sovra usata soprattutto nei movimenti fini (per esempio, il cucito) e questo può portare ad un’usura che, associata alla naturale disidratazione dei tessuti con l’avanzare dell’età, provoca un consumo di cartilagine e di conseguenza l’artrosi. 

 

Sintomi della Rizoartrosi

La rizoartrosi colpisce più frequentemente le donne in età adulto-anziana. Inizialmente si manifesta con un dolore sordo alla fine dell’attività lavorativa, dolore che con il passare del tempo inizia a manifestarsi anche di mattina diventando sempre più violento, cominciando all’inizio del movimento per tornare poi torpido e trasformarsi in rigidità. Insieme all'irrigidimento dell’articolazione, i dolori si assopiscono, ma si perde la funzione del dito nei movimenti più fini. Il pollice si avvicina al secondo dito, diminuendo l'efficacia dell'opposizione. In alcuni casi avanzati appare una deformità definita pollice a zeta: essa è più frequente nelle malattie reumatiche e consiste in un’iperestensione dell’articolazione metacarpo-falangea e in una flessione fissa dell’interfalangea distale. Questa deformità fa perdere totalmente la funzione prensile residua del pollice.

 

Diagnosi della Rizoartrosi

Per eseguire una diagnosi corretta bisogna prestare molta attenzione: infatti questo tipo di artrosi può essere erroneamente confuso con altre malattie. Può assomigliare ad una tendinite del tendine Estensore Breve e Abduttore Lungo del Pollice chiamata Malattia di De Quervain, oppure può essere identificata con una Sindrome del Nervo Mediano al Carpo. I sintomi sono però differenti e consentono di fare una distinzione tra le diverse patologie.  Quando si tratta di una tendinite, il dolore è localizzato prevalentemente nel polso. Se si tratta d’irritazione del nervo, invece, si percepisce come un dolore “elettrico” principalmente nelle prime tre dita della mano (pollice, indice e medio). Per riuscire ad eseguire una diagnosi certa e sicura è sempre fondamentale effettuare una Radiografia. Solo tramite quest’esame si riescono ad accertare le manifestazioni della rizoartrosi, quali il restringimento dello spazio di scorrimento tra le due ossa, la presenza di calcificazioni anomale e la formazione di speroni ossei definiti osteofiti. Una volta diagnosticata è opportuno iniziare subito le terapie adeguate.

 

Trattamento della Rizoartrosi

Nelle fasi iniziali, il dolore della rizoartrosi può essere efficacemente controllato con terapie mediche e fisiche: antinfiammatori non steroidei, bacinelle galvaniche, laser, paraffinoterapia e fanghi possono essere efficaci nell’alleviare le sofferenze. Nelle fasi più avanzate, invece, possono risultare utili anestetici locali ed infiltrazioni intrarticolari con cortisonici. Un tutore in grado di immobilizzare la base del pollice può essere utile, ma limita le attività quotidiane. La malattia purtroppo può avanzare seguendo un decorso che richiede una soluzione chirurgica. È importante quindi farsi sempre seguire da un Ortopedico-Fisiatra che aiuti il paziente in tutte le fasi della malattia. 

 

Artrodesi e Artroplastica per la Rizoartrosi

Un tempo si utilizzavano, in caso di chirurgia, le protesi trapezio-metacarpiche. Attualmente, le ultime ricerche sono orientate maggiormente verso interventi di artrodesi o artroplastica. L’artrodesi consiste nella fusione delle due superfici articolari che vengono prima ripulite dalla cartilagine residua e poi fissate, per circa 45 giorni, con fili di Kirschner in acciaio (1 mm-1.2 mm) e gesso. Questo intervento offre un recupero della forza del dito, a scapito però del movimento, ed è più adatto ai lavoratori manuali pesanti di sesso maschile. L’intervento di artroplastica, invece, consiste nella resezione di una fetta d’osso del trapezio ed una ricostruzione della capsula con una “cravatta” tendinea che circonda il metacarpo, mantenendolo nella giusta posizione. La fissazione provvisoria con una valva gessata e con fili di kirschner sono indicati per i 25 giorni necessari alla cicatrizzazione della plastica tendinea. Terminati questi giorni inizia la ripresa del movimento col sostegno di un tutore per circa 3 settimane.  Dopo circa 2-3 mesi dall’intervento è possibile soffrire di un’accentuazione dolorosa a causa di un affaticamento dell’articolazione. Dopo una breve sospensione delle attività e l’assunzione di antinfiammatori è possibile riprendere le normali attività. Questo intervento è più adatto al sesso femminile perché si mantengono i movimenti utili ai gesti più fini. In questo modo è possibile riprendere le attività quotidiane senza soffrire più dolori e fastidi causati da una patologia che, pur interessando una piccola parte del nostro corpo, può causare grandi disagi.

 

Dott. Maurizio Fontana
Ortopedia e Traumatologia

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