La rottura del tendine d'Achille nello sportivo

Autore: Prof. Marco Guelfi
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Editor: Valentina Rubino

Spesso non ce ne rendiamo conto, ma un’eccessiva attività fisica o dei movimenti troppo bruschi possono comportare la rottura di elementi fondamentali per il nostro movimento, come il tendine d’Achille. Ne parla il Prof. Marco Guelfi, esperto in Medicina dello Sport a Genova.

La funzione del tendine d’Achille

Il tendine d’Achille è il tendine più lungo e quello dotato di più forza nel nostro corpo e rappresenta l’inserzione al calcagno del polpaccio (tricipite surale), composto dai due muscoli, il gastrocnemio e il soleo. Svolge la funzione di flessore plantare del piede che risulta essere fondamentale per la camminata e per l’innalzamento sulle punte dei piedi. Nonostante sia il tendine più grande, è anche quello soggetto più spesso a rotture.

Come avviene la rottura?

Solitamente, una violenta contrazione al polpaccio può causare la rottura del tendine d’Achille. Questo si verifica tipicamente durante quelle attività sportive caratterizzate da frequenti fasi di accelerazione e decelerazione come, ad esempio, il calcio, il tennis o il basket. Non appena si verifica la rottura, la persona avverte un dolore acuto, come se avesse ricevuto un calcio da tergo. In seguito, possono presentarsi degli ematomi o del gonfiore nell’area tra il polpaccio e il calcagno. Segue una perdita della capacità di flettere il piede verso il basso e di alzarsi in punta di piedi.

Come si tratta la rottura del tendine d’Achille?

Il trattamento maggiormente consigliato è quello chirurgico in fase acuta. Questo, al contrario del trattamento conservativo, consente un recupero più rapido, una maggiore ripresa della forza e un minor rischio che si verifichi un altro episodio di rottura. L’intervento in fase acuta consiste nella sutura della rottura, ripristinando la lunghezza e la funzione del tendine danneggiato. L'operazione può avvenire a cielo aperto o per via percutanea-mininvasiva.

Com’è il post-intervento?

Il programma post operatorio varia a seconda della tecnica utilizzata. Generalmente dopo l’intervento, viene applicato al paziente un tutore per circa 6 settimane; successivamente, è necessario sottoporsi a un programma fisioterapico riabilitativo graduale per poter riacquistare la totale funzionalità del tendine. I tempi di recupero sono all’circa di 2-3 mesi per un ritorno alle attività quotidiane, mentre sono necessari 4-6 mesi per ritornare a praticare l’attività sportiva. 

Prof. Marco Guelfi
Medicina dello sport

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