La vertigine di pertinenza odontoiatrica

Autore: Dott. Edoardo Bernkopf
Pubblicato:
Editor: Marta Buonomano

Le vertigini possono essere sintomi di molteplici patologie. Il Dott. Edoardo Bernkopf, esperto in Odontoiatria a Roma, ci spiega per quale motivo è importante, al momento della diagnosi, prendere in considerazione anche le disfunzioni dell’Articolazione Temporo Mandibolare e del sistema cranio-mandibolo-vertebrale

Articolazione Temporo Mandibolare e vertigini

Le vertigini sono una condizione che viene spesso analizzata nei centri specialistici neurologici ed otorinolaringoiatrici. Queste, insieme alle instabilità posturali, possono però essere anche conseguenze di una malocclusione dentaria dovuta ad una malposizione della mandibola con disfunzione delle Articolazioni Temporo Mandibolari (ATM). Anche secondo la letteratura scientifica, nel caso di pazienti che soffrono di vertigini in cui non vengono riscontrati fattori otologici, è indicata la considerazione dell’ATM: la branca dell’Odontoiatria che tratta queste problematiche si chiama Gnatologia.

Cosa provoca l’insorgenza delle vertigini?

Le vertigini si manifestano a causa di un’alterazione delle risposte fisiologiche che il sistema muscolo-scheletrico riceve dal cervello al fine di mantenere una stabilità posturale ed un adeguato orientamento nello spazio. Il cervello, a sua volta, risponde a input che provengono dalla vista, dal labirinto (area dell’orecchio interno che regola l’equilibrio) e dai recettori di postura (cosiddetti “propriocettori”) che si trovano in tutto il sistema muscoloscheletrico e in particolare nel collo. 
Generalmente, in condizioni normali, questi messaggi sono coerenti tra loro; vale a dire che il labirinto, la vista e i recettori di postura descrivono al cervello la stessa situazione. Se invece per disfunzioni di uno o più di questi sistemi afferenti, i messaggi inviati sono discordanti e l’informazione anomala prevale, il paziente non sarà in grado di amministrare correttamente la propria postura e potrà quindi manifestare disequilibrio e vertigini.

Disfunzione dell’ATM e del sistema cranio-mandibolo-vertebrale: che effetto hanno sui recettori?

Il sistema cranio-mandibolo-vertebrale e l’Articolazione Temporo Mandibolare (ATM) hanno spesso un ruolo determinante nell’insorgenza delle vertigini, non solo per il diretto microtrauma che il condilo mandibolare può esercitare sull’orecchio e sulla Tuba di Eustachio (fig.1), ma anche per un processo di compensazione posturale che la colonna cervicale è tenuta ad attuare in presenza di una scorretta postura mandibolare provocata, ad esempio, da un precontatto dentario deflettente. Una cattiva postura del collo può interferire con il corretto flusso di sangue attraverso i vasi vertebrali e favorire la cosiddetta “Insufficienza Vertebro-Basilare” che trova nelle vertigini il sintomo tipico (Fig.2).

 


Anche gli occhi possono risentire di una disfunzione dell’ATM: questi organi hanno la capacità di recepire l’orientamento spaziale e sono in grado di far prevalere i propri messaggi inviati al cervello su altri stimoli incoerenti provenienti dagli altri recettori. Per questo motivo è possibile che un paziente perda l’equilibrio stando ad occhi chiusi in una posizione che sarebbe stato invece in grado di mantenere stando ad occhi aperti.
Purtroppo la relazione tra sindromi vertiginose ed ATM e/o sistema Cranio-Mandibolo-Vertebrale è spesso sottovalutata al momento di formulare una diagnosi o prescrivere una terapia. È bene invece sottolineare che di fronte a vertigini pericolose e invalidanti, qualora le indagini diagnostiche non abbiano riscontrato cause organiche e le abituali terapie farmacologiche siano risultate inefficaci, è importante prendere in considerazione l’ipotesi di una disfunzione dell’Articolazione Temporo-Mandibolare (ATM) e del sistema cranio-mandibolo-vertebrale, richiedendo dunque una consulenza con un esperto dentista-gnatologo.

Come interviene uno Gnatologo in un paziente con vertigini?

L'approccio odontoiatrico-occlusale nella terapia per le vertigini ha come obiettivo quello di ridare, sulla base di anamnesi, reperti clinici e radiografici, la postura corretta della mandibola. Viene dunque utilizzato un dispositivo intra-orale composto da resina acrilica (es. bite, splint, oral device ecc.) che, grazie alla conformazione personalizzata a seconda del caso dal dentista, obbliga il paziente a chiudere la bocca nella posizione corretta, lasciandola libera di effettuare tutti i movimenti necessari ad una vita normale evitando quelli considerati patologici.
Con questo approccio è possibile valutare l'effettiva incidenza della disfunzione dell'ATM e della malocclusione dentaria sulla sintomatologia vertiginosa in modo reversibile: rimuovendo il dispositivo sarà infatti possibile tornare alla situazione originaria senza alcun rischio biologico. In caso invece di successo, invece, il paziente potrà scegliere se servirsi di questo dispositivo durante tutta la sua vita o se intraprendere una seconda fase di riabilitazione orale attraverso un trattamento ortodontico, protesico o misto.

 

Casi significativi:
Malattia di Menière
Vertigini

Dott. Edoardo Bernkopf
Odontoiatria

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