La voce artistica dei bambini

Autore: Prof. Diego Cossu
Pubblicato:
Editor: Valentina Rubino

Molte volte vediamo in televisione bambini prodigio con una voce incredibile, tanto da farci venire la pelle d’oca. Ma dal punto di vista medico, quali rischi corrono i bambini che cantano fin dalla tenera età? Ce ne parla il Prof. Diego Cossu, esperto in Audiologia e Foniatria a Torino

 

La laringe e le corde vocali di un bambino sono diverse da quelle di un adulto. La parte più delicata della corda vocale, il ligamento vocale, si forma verso i 12-13 anni. Prima di questa età, la corda vocale è più debole e può subire facilmente danni legati alle alterazioni del ciclo vibratorio.

 

Un’altra differenza tra adulto e bambino è l’ampiezza del vocal tract, cioè la dimensione e il volume delle cavità di risonanza. Un uso corretto del tratto vocale sovraglottico è possibile solo in età postadolescenziale, quando tali cavità non sono più soggette a modifiche auxologiche, e in soggetti capaci di una corretta propriocezione laringea.

 

Il bambino deve realizzare un grande sforzo di adattamento del segnale vocale per cercare di essere credibile: deve allungare il tratto vocale sovraglottico attraverso un forzato abbassamento laringeo; deve assumere un atteggiamento cordale ipercinetico per rinforzare le formanti (cioè deve gridare); deve utilizzare una posizione linguale arretrata (destabilizzando l’articolazione temporomandibolare) per arricchire le armoniche della voce, utilizzando talvolta le cavità nasali con esiti di voce rinofonica. Tali atteggiamenti non solo producono danni organici (noduli, polipi, emorragie, etc.), ma inducono ad abitudini fonatorie scorrette.

Prof. Diego Cossu
Audiologia foniatria

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