Labioplastica: la chirurgia delle labbra vaginali

Labioplastica: la chirurgia delle labbra vaginali

Autore: Prof. Fabrizio Malan
Pubblicato: | Aggiornato: 17/08/2018
Editor: Top Doctors®

A volte capita di sentirsi a disagio per un difetto, anche se nascosto. Il Prof. Fabrizio Malan, Specialista in Chirurgia Plastica, ci parla della labioplastica, l’intervento chirurgico per migliorare l’estetica dei genitali femminili

 

 

Che cos’è la labioplastica?

Da qualche tempo la chirurgia dei genitali femminili, ma anche maschili, è uscita dalla semi clandestinità in cui era rimasta per molti anni, essendo considerata un tabù e qualcosa di cui vergognarsi.  La labioplastica è senz’altro la chirurgia dei genitali femminili più richiesta e più diffusa. Interessa in genere le piccole labbra e talvolta le grandi labbra. La correzione a carico delle piccole labbra consiste nella loro riduzione, mentre per le grandi labbra viene richiesto, di solito, un aumento del volume.

Molte donne possono avere dei problemi di disagio, psicologico e fisico, soprattutto a causa dell’ipertrofia delle piccole labbra, che crea problemi nell’abbigliamento (specie con i costumi da bagno o con pantaloni aderenti), ma anche nei rapporti interpersonali: alcune donne, infatti, non si sentono sicure ed hanno grosse difficoltà ad essere a proprio agio nell’intimità.

Per questi motivi, la riduzione delle piccole labbra ha una valenza sia funzionale che estetica: molte donne, dopo l’intervento, dichiarano di sentirsi più a loro agio indossando un costume da bagno ridotto o nelle situazioni in cui in precedenza si sentivano inadeguate.

 

Chi decide di sottoporsi all’intervento di labioplastica?

Sono donne che decidono di affrontare il loro disagio con il ricorso alla chirurgia che è, di solito, risolutiva. Non c’è una prevalenza di età di chi si sottopone alla labioplastica. Nelle donne giovani si possono avere casi di ipertrofia congenita delle piccole labbra, oppure d’ipoplasia (sviluppo ridotto) delle grandi labbra, sempre su base congenita. Nelle donne più mature, l’ipertrofia delle piccole labbra si è sviluppata per cause diverse, magari dopo gravidanze. L’ipoplasia delle grandi labbra, invece, è uno dei segni dell’invecchiamento che causa una progressiva riduzione del tessuto sottocutaneo.

 

La labioplastica necessita di una preparazione particolare?

Non serve una preparazione particolare per gli interventi di labioplastica. Ovviamente sono da evitare i giorni del ciclo e quelli immediatamente precedenti. È utile eseguire degli esami preoperatori di routine per accertare che non vi siano criticità che possano creare problemi durante o subito dopo l’intervento. La maggior parte delle pazienti è già seguita da un ginecologo e, tranne in casi molto particolari in cui si sospetti una causa patologica del problema, non servono visite specifiche.

L’intervento viene di solito eseguito in anestesia locale con sedazione, per rendere meno fastidiosa soprattutto la fase dell’infiltrazione dell’anestetico e ridurre l’imbarazzo che alcune pazienti sentono.

 

Come avviene l’intervento di labioplastica?

L’intervento di riduzione delle piccole labbra consiste nella rimozione di un triangolo o di una striscia di ogni singolo labbro. Le labbra, infatti, hanno spesso dimensioni differenti e occorre anche correggerne l’asimmetria.

Per l’aumento delle grandi labbra, l’intervento più indicato è il lipofilling, cioè il trasferimento di grasso prelevato dall’addome o dai fianchi in modo da dare turgore alle grandi labbra, quando queste risultino più o meno atrofizzate. In alcuni casi, si interviene tanto sulle piccole labbra per ridurle che sulle grandi labbra per aumentarle, migliorando così l’armonia complessiva della zona.

Poiché l’intervento non richiede l’anestesia generale ed ha una durata relativamente contenuta (da mezz’ora, nei casi più semplici ad un’ora e mezza in quelli più complessi), non è necessario il ricovero.

 

Com’è il post-operatorio?

Il postoperatorio non è particolarmente doloroso e l’assunzione di qualche blando antidolorifico (in genere paracetamolo) è sufficiente a renderlo del tutto sopportabile. Il risultato è subito visibile, salvo il gonfiore che spesso è presente nei primi giorni.

È sconsigliato avere rapporti sessuali per un paio di settimane dopo l’operazione per evitare che si lacerino i punti di sutura, che sono in genere riassorbibili e quindi cadono da soli in circa una decina di giorni. Ovviamente durante il periodo postoperatorio è consigliabile un abbigliamento intimo comodo.

I risultati sono sempre di soddisfazione ed hanno, nella maggior parte dei casi, un’importante conseguenza psicologica: le donne si sentono più a proprio agio, anche perché non restano sostanzialmente segni visibili dell’operazione. Le cicatrici, infatti, vengono ben dissimulate nei tessuti della zona ed il risultato è del tutto naturale appena si riassorbe il gonfiore postoperatorio, cioè in circa una decina di giorni.

Prof. Fabrizio Malan
Chirurgia plastica e estetica

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