Le tecniche della chirurgia cardiaca meno invasive e più efficaci

Autore: Top Doctors®
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Editor: Top Doctors®

 

La chirurgia cardiaca è avvertita come una disciplina molto complessa e che comporta rischi notevoli per la salute del paziente. Non è così. Perché? Ce lo dice il nostro specialista in Cardiologia

In realtà, la chirurgia cardiaca garantisce risultati eccellenti e comporta rischi molto ridotti. I principali fattori di rischio sono differenti in ciascun paziente: questi dipendono dall’età avanzata, dal problema cardiaco specifico, dalla funzione contrattile del cuore e dalle patologie o dai disturbi che manifesta (diabete, insufficienza renale, problemi respiratori, embolie pregresse, ecc.). 

 

In cosa consiste esattamente la chirurgia cardiaca minimamente invasiva?

L’intervento di chirurgia cardiaca minimamente invasivo consiste nel realizzare un’operazione attraverso piccole incisioni: si può intervenire sulla valvola aortica sfruttando un’apertura di soli 8 cm. I vantaggi di questa tecnica vanno al di là dei semplici fattori estetici; difatti, grazie a queste tecniche si limita l’invasività del bisturi, la perdita di sangue e l’infezione. Inoltre, i tempi di recupero sono rapidi e il paziente può tornare a svolgere le attività quotidiane in poco tempo.

 

Perché conviene realizzare la chirurgia riparativa valvolare al posto dell’innesto di protesi artificiali?

Nonostante le moderne protesi valvolari risultino efficaci e permettono di risolvere il problema in molti pazienti, è importante considerare la chirurgia riparativa o conservatrice valvolare. I vantaggi che ne derivano sono molteplici: innanzitutto, viene preservata l’architettura e la struttura del cuore e si favorisce la funzione contrattile del cuore. In secondo luogo evitiamo che il paziente debba assumere farmaci anticoagulanti come il Sintrom. Infine, rispetto alle altre terapie chirurgiche, i risultati sono decisamente soddisfacenti e si limitano le complicazioni operatorie e post-operatorie.

 

Risulta fondamentale evitare la trasfusione di sangue nei pazienti operati mediante chirurgia cardiaca?

Nel caso della chirurgia cardiaca, numerosi studi scientifici permettono di affermare che il paziente che non si sottopone a trasfusioni di sangue registra maggiori risultati: minore probabilità di mortalità, un minor numero di complicazioni e un recupero più rapido.

 Redazione di Topdoctors

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Cardiologia


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