Le tecniche di fecondazione in vitro

Autore: Top Doctors®
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Editor: Top Doctors®

La fecondazione in vitro (FIV) è il processo medico che stimola l’ovulazione delle donne, facendo sì che, invece di produrre un ovulo al mese se ne producano di più (8 o 10). Ciò si realizza mediante un trattamento giornaliero. Nel momento in cui i follicoli della donna (ovvero dove sono presenti gli ovuli) presentano una dimensione adeguata, questi vengono estratti in sala operatoria sotto sedazione. In seguito, in laboratorio, questi ovuli vengono incubati e uniti agli spermatozoi dell’uomo al fine di generare gli embrioni. Il nostro esperto in Procreazione Assistita ci illustra le caratteristiche della FIV

Le tipologie di fecondazione in vitro 

Vi sono 2 procedure differenti: una è la fecondazione in vitro convenzionale che si basa nell’unire gli spermatozoi insieme agli ovuli in modo da permettere di penetrare dentro l’ovulo; l’altra procedura disponibile è la ICSI (iniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo) che consiste nel selezionare uno spermatozoo e inserirlo all’interno dell’ovulo. Quest’ultima procedura è più recente e permette una miglior selezione degli spermatozoi. Attualmente vi è una procedura ancora più recente e avanzata della ICSI ed è chiamata IMSI (iniezione intracitoplasmatica di spermatozoi morfologicamente selezionati). Non dimentichiamoci che quanto migliore sia la qualità dello spermatozoo che viene inserito all’interno dell’ovulo, maggiori risultano le possibilità di generare un buon embrione e, quindi, di rimanere incinta. Inoltre, occorre effettuare analisi complete della donna e, soprattutto, dell’uomo poiché questo ricopre un ruolo importante nel processo di fertilizzazione in vitro.

 

Chi può ricorrere alla tecnica della fecondazione in vitro?

Qualsiasi donna che produca ovuli può ricorrere a questo tipo di trattamenti. È ampiamente dimostrato che in età giovane la donna possiede un maggior numero di ovuli ed in buono stato, e quanto più avanzata sia l’età della donna tanto più vi sono meno ovuli e di peggiore qualità. Lo scarso numero di ovuli si traduce in cattivi embrioni e meno possibilità di rimanere incinta. È necessario rivolgersi al medico prima dei 38-40 anni poiché a partire da questa età si compromette significativamente la possibilità di gestazione con i proprio ovuli e l’unica soluzione per poter avere successo è la tecnica di donazione degli ovuli.

 

Quante probabilità ci sono di rimanere incinta tramite la fecondazione in vitro?

Le probabilità di successo non sono del 100% ma oscillano tra il 70% nelle donne di circa 30 anni e il 15% nelle donne di 42 anni con i proprio ovuli. Con ovuli di un donatore, invece, le probabilità aumentano fino al 70-80%, senza, però, avere la certezza assoluta di rimanere incinta.

 

Quali sono gli aspetti chiave della fecondazione in vitro?

Uno dei fattori più importanti è rappresentato dall’età della donna (maggiore è l’età e minori sono le possibilità di fecondazione). Va anche tenuto conto dello studio clinico completo della donna e dell’uomo in modo da determinare il giusto trattamento per la coppia. 

 Redazione di Topdoctors

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