Le vertigini: a cosa è dovuta la perdita di equilibrio?

Autore: Dott. Valerio Di Peco
Pubblicato:
Editor: Sharon Campolongo

A volte capita di soffrire di perdita di equilibrio o di avere una sensazione di sbandamento ma, ovviamente, questa non è una malattia, bensì il sintomo che può derivare da diverse patologie. Quindi, scopriamo insieme quali sono le cause delle vertigini e cosa fare in caso di precarietà dell’equilibrio, grazie all’intervento del Dott. Valerio Di Peco, specialista in Otorinolaringoiatria

A che cosa ci riferiamo con il termine vertigine?

La vertigine è definibile come alterazione della sensibilità spaziale, caratterizzata da una sensazione erronea di spostamento dell’ambiente circostante rispetto al corpo o, viceversa, del corpo rispetto all’ambiente che ci circonda. Altri termini spesso impiegati per esprimere la precarietà dell’equilibrio propria del paziente vertiginoso sono instabilità, capogiro, perdita dell’equilibrio, insicurezza.

Perché si soffre di vertigini?

La vertigine può avere un gran numero di cause:

  • Fenomeni parafisiologici (ipersensibilità vestibolare da movimento nelle cinetosi, conflitti somato-sensoriali, involuzione fisiologica del sistema dell’equilibrio),  
  • Patologie dell’orecchio interno (labirintiti, neuriti vestibolari, dislocazione otolitica, malattia di Meniérè),  
  • Malattie sistemiche (neurologiche, cardiologiche, internistiche, oculistiche),
  • Patologie osteo-articolari (tensione muscolare cervicale, disfunzioni dell’articolazione temporo-mandibolare),
  • Fattori psicologici.

    Ragazzo con capogiro

     

A chi deve rivolgersi il paziente che ha avuto le vertigini?

Nella nostra esperienza il primo medico ad essere informato dell’episodio vertiginoso è il medico di famiglia che, nella grande maggioranza dei casi, interviene con farmaci sintomatici antivertiginosi per alleviare la sofferenza del proprio assistito. In caso di recidiva o persistenza del disturbo vertiginoso è opportuno fare una valutazione otorinolaringoiatrica ed eventualmente neurologica.

L’anamnesi (raccolta dei dati relativi alla storia clinica del paziente, della sua famiglia, etc.) del paziente vertiginoso deve interessare in prima istanza tutti i medici, indipendentemente dalla specializzazione di ciascuno, proprio perché, come si è detto in precedenza, le possibili cause di vertigine sono numerose e di interesse interdisciplinare. Sarà pertanto l’ascolto attento, da parte del medico, della storia del paziente a consigliare responsabilmente l’intervento differito dell’otorino, del neurologo o di altro specialista.

In prima istanza andrà indagata la funzione vestibolare, eventualmente integrata a quella audiologica. Infatti, dato il rapporto di contiguità anatomica tra il labirinto posteriore (sede dell’organo dell’equilibrio) e il labirinto anteriore (sede dell’organo dell’udito), in alcuni casi le vertigini possono essere precedute, accompagnate o seguite da sintomi uditivi come sibili, fischi, fruscii, sensazioni dell’orecchio ovattato o veri e propri abbassamenti dell’udito. In ogni caso dimostrando che la sede del disturbo vertiginoso è l’orecchio, il passo successivo consisterà nell’impostare il trattamento terapeutico che si ritiene più idoneo. Nel caso in cui sembrerà escludersi un’origine otologica della vertigine, l’otorino indicherà al paziente l’iter diagnostico successivo più adeguato.

Come si possono curare le vertigini?

Indipendentemente dall’origine del disturbo vertiginoso il trattamento terapeutico è strettamente correlato alla natura dell’agente causale.  

In alcuni casi la causa può restare sconosciuta, mentre è noto il meccanismo che può aver agito per determinare l’effetto (i sintomi). La terapia medica da effettuare in questi casi agisce bloccando il meccanismo attraverso il quale si è prodotto il danno.

La terapia così detta sintomatica si applica, invece, alle forme vertiginose in cui sia la causa che la natura sono rimaste sconosciute. Si tratta delle cosiddette vertigini idiomatiche o primitive. Lo scopo di tali farmaci è dunque solamente quello di alleviare la sintomatologia in attesa di una risoluzione spontanea o provocata da una terapia concomitante.

Infine, la terapia riabilitativa si basa sulla funzione di integrazione svolta dal sistema nervoso centrale nell’ambito del sistema dell’equilibrio. La vista, il tatto, la propriocezione, l’integrità dell’apparato vestibolare del lato sano aiutano il lato leso a ritrovare il giusto compenso alla menomazione subita (compenso centrale). È necessario stimolare il paziente vertiginoso dal punto di vista motorio secondo precise indicazioni a seguire dei protocolli appositamente studiati.

Dott. Valerio Di Peco
Otorinolaringoiatria

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Valutazione generale del paziente


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