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Lesioni dei tendini estensori: deformità a Boutonniere

Il nostro esperto in Ortopedia e Traumatologia a Modena, il Dott. Pier Luigi Bonucci, ci spiega che cosa s’intende per deformità a Boutonniere

Cos’è la deformità a Boutonniere?

La deformità a Boutonniere o ad Asola è la deformità che compare nell’articolazione interfalangea prossimale (IFP) con atteggiamento obbligato in flessione senza possibilità di estendere la falange intermedia e associata all’iperestensione dell’interfalangea distale (IFD).

Quali sono le cause?

Spesso avviene in seguito ad un “inceppamento” del dito. La lesione della banda centrale alla sua inserzione comporta lo scivolamento volare delle bandelette laterali con conseguente flessione della IFP e iperestensione della IFD.

manoChi è più a rischio?

Pazienti che svolgono attività sportive, molto frequente nel Basket e Volley.

Come si diagnostica?

La diagnosi è clinica. Durante l’Elson Test la IFP viene posta su di un tavolo a 90° di flessione. Si chiede di estendere la IFP contro resistenza e la IFD libera. Esistono altri test che vengono utilizzati, tra i quali abbiamo Stark test o il Rubin test. Gli esami per la conferma diagnostica sono rappresentati dall’esame ecografico.

Come si cura?

Il trattamento è conservativo di fronte ad una lesione chiusa parziale della banda centrale grado 1° e 2° (classificazione di Zancolli) senza interessamento articolare, splint per 6 settimane e poi altre 6 settimane durante la notte, viene incentivata la mobilizzazione della IFD.

Il trattamento risulta chirurgico se la lesione tendinea della banda centrale è associata a lesione articolare (distacco inserzionale osseo) oppure se le bandellette laterali sono sublussate volarmente e retratte e quindi non è possibile correggere passivamente la deformità.

L’intervento chirurgico è indicato nelle forme che non hanno avuto vantaggi dal trattamento conservativo e nelle forme croniche in cui è presente una flessione articolare.

Nelle lesioni croniche la tecnica chirurgica da preferire risulta quella descritta la mio maestro Prof. Caroli, plastica a coda di rondine che effettuiamo anche a livello della IFD per il Ritensionamento del Mallet finger. Si effettua al termine dell’intervento il Pinning percutaneo in estensione con filo di k percutaneo che verrà mantenuto per 3 settimane per mantenere protetta la sutura tendinea. Al termine delle 3 settimane si applicherà Splint dinamico per iniziare la mobilizzazione in flessione protetta.

Dopo quanto tempo si riprendono le attività sportive e quotidiane?

Generalmente è consentita la ripresa delle attività lavorative a rischio e sportive dopo i 3 mesi, mentre le attività quotidiane senza il tutore di protezione dopo 8 settimane. La ripresa delle attività a rischio può essere ripresa con protezioni quali il Kinesiotaping.  

Si può prevenire?

In seguito ad un trauma è sempre utile effettuare una visita da parte del chirurgo della mano al fine di impostare al più presto il trattamento idoneo e dopo aver effettuato la valutazione clinica ed eventuale supporto diagnostico per la conferma.