Leucemia, linfomi e mielomi: le ultime novità nel campo dei tumori del sangue

Autore: Dott. Vincenzo Pavone
Pubblicato: | Aggiornato: 15/11/2018
Editor: Top Doctors®

Cosa sono i tumori del sangue? Perché si formano e come vengono trattati? Il nostro esperto, il Dott. Vincenzo Pavone, esperto in Ematologia a Lecce, risponde a queste domande.

Cos’è l’oncoematologia e di cosa si occupa?

L’oncoematologia è una branca dell’ematologia e dell’oncologia che studia le patologie tumorali che colpiscono il sangue e il sistema emopoietico. Quest’ultimo comprende il midollo osseo e i linfonodi, che sono gli organi responsabili della produzione di piastrine, globuli rossi e globuli bianchi. Vi sono moltissime tipologie diverse di tumori al sangue, ma si possono raggruppare in tre gruppi principali, ovvero le leucemie, i linfomi e i mielomi.

Quali sono le cause delle malattie oncoematologiche?

Le patologie tumorali del sangue sono in costante aumento. Questo incremento si può imputare a fattori legati non solo alla genetica, ma anche allo stile di vita e all’ambiente in cui si vive.

Tra i fattori che gli esperti giudicano più pericolosi vi è l’esposizione alle seguenti sostanze:

  • Radiazioni ionizzanti ed elettromagnetiche;
  • Sostanze chimiche (soprattutto per chi lavora nel campo dell’industria e dell’agricoltura);
  • Rifiuti tossici e radioattivi presenti in modo illegale nel sottosuolo.

Queste sostanze possono favorire lo svilupparsi di mutazioni genetiche; queste ultime causano la proliferazione cellulare che porterà al tumore.

Quali sono i sintomi?

Alcuni dei sintomi delle neoplasie del sangue possono essere confusi per quelli di una banale influenza; è quindi importante non sottovalutarli se perdurano per più di due settimane:

  • Spossatezza continua senza cause riscontrabili;
  • Dolore alle ossa e articolatorio;
  • Inappetenza e perdita di peso improvvisi;
  • Comparsa di ematomi spontanei;
  • Mancata guarigione di piccole ferite;
  • Aumento di volume indolore di un linfonodo dell’ascella, dell’inguine o del collo;
  • Forte sudorazione notturna;
  • Prurito.

Come vengono diagnosticate?

Se si riscontrano alcuni dei sintomi sopra indicati, il proprio medico di famiglia prescriverà dei prelievi del sangue volti ad accertarsi che la causa sia effettivamente una malattia oncoematologica. È opportuno, inoltre, rivolgersi a uno specialista in Ematologia che potrà prescrivere biopsie specifiche.

Il ruolo dei farmaci biologici

Oggigiorno sono disponibili numerosi farmaci biologici, che si possono spesso assumere per via orale e permettono di evitare quelli chemioterapici. I farmaci biologici agiscono in modo specifico sulla via metabolico-molecolare che favorisce l’evoluzione di queste patologie, e hanno cambiato il modo in cui vengono trattate la Leucemia mieloide cronica e molti linfomi Hodgkin e non-Hodgkin.

Trapianto: una terapia imprescindibile

Uno dei trattamenti più efficaci per chi soffre di patologie ematologiche è il trapianto di cellule staminali emopoietiche periferiche (ovvero cellule progenitrici il cui ruolo è quello di dare origine alle cellule del sangue) e di midollo osseo.

I pazienti più indicati per questo tipo di trapianto sono soprattutto quelli colpiti da forme di leucemia acute, ma anche da mielomi e linfomi che non rispondono alle terapie tradizionali, o nel caso in cui un primo trapianto non sia andato a buon fine.

Questo trapianto può essere:

  • Autologo: le cellule staminali provengono dallo stesso paziente: se necessario, possono essere sottoposte a chemioterapia ad alte dosi e poi infuse nuovamente nel soggetto malato;
  • Allogenico: le cellule staminali vengono prelevate da un donatore appartenente alla cerchia familiare del paziente, preferibilmente un fratello (Matched sibling donor), o da un donatore volontario di midollo osseo (Matched unrelated donor).

La struttura delle moderne unità operative di ematologia

Data la complessità di queste patologie, è fondamentale che le strutture operative di ematologia siano equipaggiate adeguatamente per fornire ai pazienti una diagnosi particolarmente precisa, oltre a visite di controllo integrate tra i diversi specialisti implicati nella cura delle malattie ematologiche.

Gli elementi fondamentali che devono essere presenti sono i seguenti:

  • Un’unità di biologia molecolare, citogenetica, citologia e immunofenotipizzazione, che servirà non solo a diagnosticare con sicurezza la presenza di queste patologie del sangue, ma anche a pronosticare l’evolversi della malattia e a contribuire alla progettazione di terapie adeguate;
  • Un laboratorio di criobiologia (in collaborazione con l’unità immunotrasfusionale), che permetterà di congelare in azoto liquido a -196°C il midollo e le cellule staminali periferiche per i trapianti;
  • Una sezione specifica di aferesi, tecnica che permette di raccogliere dal sangue prelevato soltanto le cellule staminali ematopoietiche;
  • Un’unità di Day surgery per il prelievo di midollo osseo;
  • Una struttura con stanze singole, dotata di filtri specifici che permettano solamente l’ingresso di aria sterile, per i pazienti che hanno subito il trapianto;
  • Un’unità di manipolazione cellulare in cui si possano lavorare il midollo osseo e le cellule staminali per poterle poi iniettare durante il trapianto;
  • Un laboratorio di microbiologia e un altro di microbiologia molecolare per diagnosticare infezioni batteriche, micotiche e virali.

Dott. Vincenzo Pavone
Ematologia

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