Mal di schiena: colpa dell’alimentazione?

Autore: Dott. Corrado Musso
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Editor: Top Doctors®

Il mal di schiena è una patologia dovuta a vari agenti: stress, sedentarietà, postura sbagliata, ma anche alimentazione e problemi endocrinologici. Il Dott. Corrado Musso, esperto in Neurochirurgia a Bergamo, ci spiega come il cibo e la tiroide influiscono sul benessere della colonna

 

 

Alimentazione e mal di schiena

Importantissima per il benessere della colonna è una buona igiene posturale. È necessario mantenere un’adeguata intensità di attività muscolare con lo sport e con atti quotidiani che ci permettano di rispettare l’ecostruttura della colonna. Per l’elasticità della colonna, però, uno dei fattori fondamentali è il cibo: è la mancanza di elasticità che sul lungo termine compromette la salute della colonna e determina l’artrosi.

L’obesità, ovviamente, ha effetti negativi sulla schiena. La colonna vertebrale non è altro che un complesso sistema di articolazioni costituito da ossa, cartilagini e legamenti. Naturalmente queste strutture sono fatte per sopportare degli stress e dei carichi limitati al peso forma dell’individuo: se il peso aumenta eccessivamente, il sistema viene stressato in maniera insostenibile per lunghi periodi, pertanto si degenera. Di non meno importanza sono le alterazioni metaboliche che ne derivano e che alterano strutturalmente le vertebre e i dischi.

Ma non si tratta solo di peso. Bisogna pensare al cibo come ad una terapia antiossidante. Lo stress ossidativo, che proviene dall’aumento incontrollato dei radicali liberi che derivanti dal metabolismo cellulare, sulla colonna determina una grande patologia del disco. Quando l’organismo si trova in una condizione di aumento di tali molecole che eccedono le capacità di smaltimento, allora le cellule vanno in sofferenza metabolica e si innesca una cascata degenerativa che determina l’alterazione biochimica e funzionale delle strutture ossee e cartilaginee della colonna.

La carenza della vitamina D, poi, crea un’alterazione del metabolismo osseo e una difficoltà muscolare. La vitamina D è un componente essenziale della matrice cellulare ossea: la sua mancanza incide sull’integrità strutturale delle vertebre, pertanto i suoi valori vanno sempre tenuti sotto controllo (soprattutto dopo una certa età) e mantenuti nel range fisiologico anche mediante assunzione di sostituti che si trovano comunemente nelle farmacie. L’assenza della vitamina D predispone la colonna alle fratture vertebrali e ad un più rapido deterioramento anatomico e funzionale.

 

Tiroide e mal di schiena

L’ipertiroidismo cronico, anche se ben trattato dal punto di vista farmacologico, determina sempre una imbibizione dei tessuti legamentosi e la non perfetta funzione del sistema di sostegno della nostra colonna. La tiroide è un organo fondamentale, in quanto regola il metabolismo cellulare. L’aumento della componente liquida all’interno dei legamenti ne determina una maggiore lassità e di conseguenza una minor tenuta. I legamenti hanno la funzione di compattare i vincoli articolari vertebrali, pertanto la loro incompetenza favorisce l’eccesso di movimento, che si traduce in aumento della degenerazione anatomica delle strutture interessate.

 

A chi ci si deve rivolgere quando si ha mal di schiena?

Solitamente il paziente si rivolge al Fisiatra o al Neurochirurgo. Non è giusto, però, seguire un solo specialista: la patologia dev’essere affrontata con un approccio multidisciplinare. Bisognerebbe rivolgersi anche all’Endocrinologo: stabilire attraverso un’attenta valutazione endocrinologica il corretto funzionamento del metabolismo corporeo può salvare la nostra schiena.

 

Editor Karin Mosca

Dott. Corrado Musso
Neurochirurgia

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