Malattie dell’utero: riconoscerle e curarle con l’isteroscopia

Autore: Prof. Giovanni Menaldo
Pubblicato:
Editor: Marta Buonomano

Il Prof. Giovanni Menaldo, esperto in Ginecologia e Ostetricia e Procreazione Assistita a Torino, ci spiega la differenza tra isteroscopia diagnostica ed operativa e ci parla dell’importanza di questa procedura per la diagnosi e il trattamento delle patologie che colpiscono l’utero

A cosa serve l’isteroscopia?

donna vicino a una finestra che guarda verso il bassoL’isteroscopia è una procedura che serve a valutare lo stato di salute della cavità uterina e, se necessario, intervenire chirurgicamente per trattare eventuali patologie. A seconda della finalità della procedura, è possibile distinguere l’isteroscopia in diagnostica ed operativa. Questa tecnica prevede l’inserimento da parte dello specialista di un piccolo tubicino di metallo (circa 4 mm di diametro) dotato di fibre ottiche all’interno dell’utero della paziente: in questo modo potrà avere una chiara visione della cavità uterina e degli osti tubarici.

Come si esegue l’isteroscopia diagnostica?

Questa procedura, della durata di pochi minuti può essere eseguita a livello ambulatoriale o in day-hospital e non necessita di anestesia. La cavità uterina verrà distesa grazie all’utilizzo di una soluzione fisiologica e quindi analizzata.

In quali casi è indicata?

Generalmente, l’isteroscopia diagnostica viene eseguita in caso di:

  • Sospetto di infertilità
  • Anomalie evidenziate da un precedente studio ecografico: nel caso in cui vi sia un sospetto di patologie maligne come polipi, fibromiomi, aderenze, ispessimento dell’endometrio o malformazioni dell’utero
  • Abortività ripetuta
  • Irregolarità mestruali: cicli mestruali troppo frequenti e/o perdite eccessive

Isteroscopia operativa: quali malattie si possono curare?

donna dal ginecologo con al computer un'immagine dell'uteroGrazie all’isteroscopia operativa è possibile intervenire chirurgicamente, in sedazione e/o anestesia generale, per curare numerose patologie che colpiscono l’utero, tra cui:

  • Polipi uterini dell’endometrio
  • Fibromiomi
  • Malformazioni della cavità uterina (possibili cause di sterilità)
  • Aderenze intrauterine, che provocano una riduzione del flusso mestruale (ipomenorrea) o la sua totale scomparsa (amenorrea secondaria), nonché infertilità
  • Sanguinamento uterino durante il climaterio (periodo che precede e segue la menopausa)

Grazie alle dimensioni dell’isteroscopio utilizzato presso il Centro Clinico San Carlo di Torino (circa 4 mm di diametro), è possibile eseguire questa procedura in modo indolore e non invasivo, senza provocare traumi al collo dell’utero, fattore particolarmente utile in caso di pazienti che vogliono avere ancora la possibilità di procreare.

Prof. Giovanni Menaldo
Ginecologia e Ostetricia

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