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Malformazione di Chiari e siringomielia negli adulti: diagnosi e gestione secondo il consenso internazionale

La malformazione di Chiari (CM1) e la siringomielia (Syr) sono patologie rare, riconosciute come tali su Orphanet, che possono causare sintomi neurologici variabili e spesso poco specifici. Nei pazienti adulti, queste condizioni richiedono linee guida chiare per la diagnosi, la pianificazione del trattamento e la gestione chirurgica, considerando anche la presenza di siringobulbia e complicanze neurologiche associate

Definizione e classificazione

La malformazione di Chiari tipo 1 è caratterizzata dalla discesa del cervelletto attraverso il forame magno, con possibili sintomi come cefalea, disturbi oculari e otoneurologici, segni dei nervi cranici inferiori, atassia cerebellare e spasticità. Nonostante l’esordio tipico sia nella terza decade di vita, molti adulti rimangono asintomatici per anni.


La siringomielia è definita come la presenza di cavità piene di liquido nel midollo spinale, mentre la siringobulbia coinvolge il tronco encefalico. Circa il 50% dei pazienti con siringomielia sviluppa danno neurologico severo e disabilità progressiva, con perdita di indipendenza. La siringobulbia può compromettere i centri bulbarici, causando difficoltà di deglutizione e respirazione.


Obiettivi del consenso internazionale

L’obiettivo principale del consenso internazionale è stato di definire raccomandazioni condivise su:

  • Definizione e classificazione delle patologie
  • Pianificazione clinica e chirurgica
  • Tecniche chirurgiche e gestione della siringomielia isolata
  • Linee guida per follow-up e monitoraggio dei pazienti adulti
  • Un panel multidisciplinare internazionale, composto da neurochirurghi, neurologi, neuroradiologi e rappresentanti dei pazienti, ha elaborato 63 affermazioni preliminari, sottoposte a un processo Delphi in tre round per raggiungere il consenso.

Diagnosi e criteri radiologici

La diagnosi si basa su risonanza magnetica (MRI) e criteri clinici condivisi. Sebbene siano in fase di definizione nuovi criteri internazionali di classificazione, il consenso internazionale ha confermato le raccomandazioni diagnostiche già utilizzate dal Chiari-Syringomyelia Consortium, considerate come baseline per linee guida cliniche.


Le raccomandazioni principali riguardano:

  • Conferma della CM1 e della siringomielia secondo parametri radiologici specifici
  • Differenziazione tra condizioni congenite e acquisite
  • Valutazione dell’ipertensione o ipotensione intracranica come possibili cause secondarie
  • L’accordo medio sul gruppo di criteri diagnostici è stato dell’88%, con punte fino al 98% per la siringomielia e l’idromielia.

Indicazioni chirurgiche

La chirurgia è indicata nei pazienti adulti sintomatici o con progressione della siringomielia. Gli interventi principali includono:

  • Decompressione del forame magno
  • Duraplastica con graft autologo o omologo, nei casi più complessi
  • Gestione della siringobulbia, quando presente, con tecniche mirate per ridurre pressione e sintomi


Il consenso ha evidenziato che la scelta della tecnica deve essere personalizzata, in base a sintomi, dimensioni della siringe e caratteristiche individuali del paziente. L’obiettivo è garantire massima efficacia riducendo il rischio di complicazioni, come perdite di liquido cerebrospinale o formazione di aderenze.

Follow-up e gestione a lungo termine

Il monitoraggio dei pazienti adulti è fondamentale per prevenire complicanze e gestire eventuali recidive. Gli adulti asintomatici con CM1 o siringomielia incidentale possono essere seguiti con controlli clinici e radiologici periodici, mentre i pazienti sintomatici richiedono valutazioni neurologiche approfondite, con eventuale uso mirato di studi neurofisiologici o polisonnografia in caso di compromissione del tronco encefalico o disturbi respiratori.

Consensus internazionale: risultati

Il processo Delphi ha coinvolto 31 esperti (neurochirurghi, neurologi, neuroradiologi e rappresentanti dei pazienti).

  • Round 1: approvato il 50,8% delle affermazioni
  • Round 2: approvato il 90,5% delle affermazioni
  • Round 3: approvato il 100% delle affermazioni


Le affermazioni con maggiore consenso (95–100%) riguardano valutazione diagnostica e indicazioni chirurgiche, mentre quelle più dibattute riguardano tecniche avanzate e gestione dei casi complessi.


L’approccio condiviso sottolinea l’importanza di un team multidisciplinare e di linee guida basate su evidenze scientifiche ed esperienza clinica consolidata.

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