Malformazioni scheletriche facciali: diagnosi e trattamento
Le malformazioni scheletriche facciali sono anomalie congenite o acquisite che coinvolgono le ossa del volto. Queste condizioni possono compromettere non solo l'estetica, ma anche funzioni vitali come la respirazione, la masticazione e la fonazione. La chirurgia maxillo-facciale svolge un ruolo centrale nella gestione di tali patologie, grazie a tecniche sempre più precise e personalizzate. Ne parliamo con il Prof. Vito Del Deo, specialista in Chirurgia Maxillo-Facciale.
Quali sono le principali malformazioni scheletriche facciali?
Le malformazioni più comuni includono:
- Progenismo: crescita eccessiva della mandibola, con mento prominente.
- Retrognatismo: mandibola arretrata rispetto al mascellare superiore.
- Asimmetrie facciali: disallineamento tra le due metà del volto, spesso legato a difetti di crescita ossea unilaterale.
- Malocclusioni scheletriche: alterazioni dell'occlusione dentale causate da disarmonie ossee.
Queste condizioni possono presentarsi in età evolutiva o essere diagnosticate in età adulta, con impatti diversi a seconda della fase di sviluppo.
Come si effettua la diagnosi?
La diagnosi si basa su:
- Valutazione clinica del volto e del profilo.
- Esami radiologici: teleradiografia del cranio, ortopantomografia, TC 3D.
- Analisi cefalometrica, utile per misurare le discrepanze scheletriche.
Un approccio multidisciplinare, che coinvolge anche ortodontisti e otorinolaringoiatri, è spesso necessario per una corretta pianificazione terapeutica.
Quali sono i trattamenti disponibili?
Il trattamento dipende dalla gravità e dal tipo di malformazione. Nella maggior parte dei casi, si ricorre alla chirurgia ortognatica, che consente di riposizionare le ossa mascellari e mandibolari in modo funzionale ed estetico.
Gli interventi più comuni includono:
- Osteotomia mandibolare (per progenismo o retrognatismo)
- Osteotomia mascellare (per difetti verticali o trasversali del mascellare superiore)
- Profiloplastica combinata (intervento sul mento in associazione con chirurgia ortognatica)
Queste procedure possono essere precedute e/o seguite da trattamenti ortodontici per migliorare l'occlusione e la stabilità del risultato.
Quando intervenire?
In genere, l’intervento viene pianificato dopo la crescita scheletrica, ossia intorno ai 18 anni. Tuttavia, in alcuni casi più gravi o sindromici, può essere indicata una chirurgia precoce per migliorare la respirazione o l’alimentazione.
Quali sono i benefici?
I benefici della correzione chirurgica sono sia funzionali che estetici:
- Miglioramento della respirazione e masticazione
- Correzione dell’occlusione dentale
- Armonizzazione del profilo facciale
- Aumento della sicurezza personale e della qualità di vita
Conclusione
Le malformazioni scheletriche facciali non sono solo un problema estetico, ma una condizione complessa che può influenzare profondamente la funzione e la salute. Una valutazione precoce da parte di uno specialista in chirurgia maxillo-facciale consente di intraprendere il percorso terapeutico più adatto, sfruttando le attuali possibilità diagnostiche e chirurgiche oggi disponibili in Italia.


