Malocclusione, progenismo e prognatismo: facciamo chiarezza

Autore: Prof. Evaristo Belli
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Editor: Top Doctors®

Qual è la differenza tra malocclusione, progenismo e prognatismo? Il Prof. Evaristo Belli, esperto in Chirurgia Maxillo-Facciale a Roma, ci spiega quali sono le malformazioni più frequenti che riguardano la mascella e la mandibola

 

 

Cosa s’intende per malocclusione?

Le malformazioni sono delle alterazioni che coinvolgono il complesso maxillo-mandibolare ed il sistema dentale, e che causano un errato rapporto tra le arcate dentali della mandibola e del mascellare superiore.

Le cause di tali quadri possono essere multifattoriali: di origine congenita; alterazioni di sviluppo, come la persistenza delle adenoidi; abitudini viziate, come il persistere della deglutizione infantile e la suzione del pollice. Possono essere di origine esclusivamente dentale o di origine dento-scheletrica. 

Le malocclusioni possono coinvolgere le strutture scheletriche e dentali nei tre piani dello spazio (verticale, sagittale e trasversale), portando a diversi quadri clinici. Con il termine malocclusione, quindi, s’intende una vasta gamma di quadri clinici, tra cui i più frequenti sono il progenismo ed il prognatismo.

Tali quadri clinici portano ad alterazioni funzionali ed estetiche del distretto facciale:

  • Le alterazioni funzionali comprendono problemi di masticazione, problemi all’Articolazione Temporo-Mandibolare (click e limitazione dell’apertura della bocca), problemi odontogeni (parodontopatia, estrusione degli elementi dentari) e problemi foniatrici. 
  • Nelle problematiche estetiche possiamo citare una perdita dell’armonia del viso, alterazioni come l’ampia esposizione delle gengive dell’arcata dentaria superiore durante il sorriso, insufficienza ed assottigliamento del labbro inferiore e, a volte, alterazioni del profilo del viso.

 

Che cos’è il progenismo?

Il progenismo (3 Classe Dento-Scheletrica) è la più frequente malocclusione riscontrata. È dovuto ad un ipersviluppo della mandibola rispetto al mascellare superiore, che fa sì che la mandibola si trovi più avanti. Il progenismo comporta una incorretta chiusura delle arcate dentali, con l’arcata dentaria inferiore che sarà più sporgente dell’arcata dentaria superiore. Le disarmonie estetiche si manifestano con il terzo inferiore del viso (mandibola) più pronunciata, il labbro inferiore assottigliato ed incompetente ed il solco naso-genieno aperto. Inoltre, a volte si associa ad un ipersviluppo del mento, che mette in ulteriore risalto l’alterazione convessa del profilo facciale, con un’estetica caratterizzata da precoce invecchiamento del volto.

 

Che cos’è il prognatismo?

Il prognatismo (2 Classe Dento-Scheletrica) è anch’esso una malocclusione in senso sagittale, ed è il quadro clinico inverso del progenismo: è dovuto ad un ipersviluppo del mascellare superiore rispetto alla mandibola. Comporta una incorretta chiusura delle arcate dentali, con l’arcata dentaria superiore più sporgente dell’arcata dentaria inferiore. In alcuni casi si ha un’ampia esposizione delle gengive durante il sorriso (gummy smile). A tale quadro clinico si associano con frequenza anche alterazioni del’Articolazione Temporo-Mandibolare. Le disarmonie estetiche si manifestano con il terzo medio del viso (mascellare) più pronunciato, il labbro inferiore che si adagia sugli incisivi superiori, l’angolo naso-genieno aperto. Inoltre, a volte si associano alterazioni estetiche e funzionali del naso ed alterazioni del mento, che creano una conformazione concava del profilo facciale.

 

Il trattamento delle malocclusioni

Nella diagnosi ed nel trattamento delle malocclusioni è fondamentale una stretta collaborazione tra l’Ortodontista ed il Chirurgo Maxillo-Facciale.

Le malocclusioni di origine dentale possono essere trattate dall’Ortodontista e non necessitano di un intervento chirurgico. Le malocclusioni di origine dento-scheletrica, invece, necessitano di un trattamento combinato ortodontico-chirurgico. Il trattamento chirurgico potrà essere effettuato prima del trattamento ortodontico (tecnica della Surgery First) o successivamente ad esso. Nei casi di chirurgia successiva all’Ortodonzia, si applicherà un apparecchio ortodontico fisso che preparerà gli elementi dentari agli successivi spostamenti chirurgici delle basi scheletriche. L’Ortodonzia verrà mantenuta per un periodo di circa 6-8 mesi nel periodo pre-operatorio e circa 4-6 mesi nel periodo post-operatorio. Nei casi di Surgery First, invece, il trattamento ortodontico sarà successivo e durerà per un periodo complessivo di 6-8 mesi. C’è da precisare che non tutti i quadri clinici possono essere sottoposti a trattamenti di Surgery First.

L’intervento chirurgico, in entrambe i casi, è eseguito in anestesia generale e prevede delle incisioni all’interno della bocca (senza cicatrici esterne sul viso). Esso prevede l’esecuzione di osteotomie sul mascellare e sulla mandibola (tagli eseguiti sull’osso mascellare e mandibolare). La mandibola ed il mascellare vengono svincolati dallo scheletro facciale e posizionati in modo corretto, come dal programma operatorio deciso preventivamente mediante valutazione e simulazione computerizzata. Una volta riposizionati, il mascellare e la mandibola vengono fissati mediante miniplacche e miniviti in titanio. Il paziente potrà aprire la bocca, parlare ed alimentarsi immediatamente dopo l’intervento chirurgico. È previsto un ricovero di circa 2-3 giorni dopo l’intervento.

 

Editor Karin Mosca

Prof. Evaristo Belli
Chirurgia Maxillo-facciale

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