Meno sale per vivere meglio!

Autore: Prof. Paolo Manunta
Pubblicato: | Aggiornato: 15/11/2018
Editor: Top Doctors®

Secondo le statistiche, gli italiani consumano troppo sale: gli uomini ne assumerebbero una media di 10,6 gr e le donne 8,2 gr, numeri che superano di molto il limite massimo di 5 gr consigliato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Il Prof. Paolo Manunta, esperto in Nefrologia e Cardiologia a Milano, ci spiega quali sono le conseguenze di un’alimentazione troppo saporita sulla nostra salute

 

 

Italia: un Paese amante del sale

Secondo l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) e il Ministero della Salute, la dose giornaliera di sale consigliata sarebbe di 2 gr, con un limite massimo di 5 gr. Gli italiani, però, ne consumerebbero molto di più, quasi il triplo.

1 grammo di sale contiene all’incirca 0,4 gr di sodio (Na), elemento fondamentale per il buon funzionamento dell’organismo ma che, se consumato in quantità eccessive, può portare ad un cattivo funzionamento del fegato e ad un aumento della pressione sanguigna.

 

Le conseguenze del sale sulla salute

Un’alimentazione troppo salata e, quindi, un’eccessiva assunzione di sodio possono favorire la formazione di calcoli e l’aumento della pressione sanguigna.

L’ipertensione arteriosa è causa a sua volta di numerose patologie dell’apparato cardiovascolare, renale e cerebrovascolare, come ad esempio l’aumento di spessore del muscolo cardiaco (ipertrofia ventricolare), che può portare all’insorgenza di infarto miocardico. È noto, poi, che gli aumentati valori di pressione arteriosa possono causare eventi cerebrali quali ictus cerebrale con danni permanenti.

Altra conseguenza è la ritenzione di liquidi. Le donne che consumano troppo sale, infatti, sono più soggette a gonfiori e cellulite.

Nei soggetti con familiarità positiva per ipertensione e malattie cardiovascolari a livello renale sono stati isolati, dal nostro gruppo di ricerca, dei trasportatori del Na che riassorbono questo ione in maniera eccessiva, causando l’aumento dei valori di pressione arteriosa. Nel tempo questi elevati valori di pressione arteriosa causano un danno a livello del glomerulo renale, piccolo filtro con il compito di filtrare selettivamente le sostanze di scarto presenti nel sangue. Questo danno del filtro renale si manifesta dopo diversi anni, prima con la perdita di piccole quantità di proteine (microalbuminuria), poi con l’alterazione degli indici di funzionalità renale (creatinina, urea, elettroliti plasmatici etc.). A questo punto, purtroppo, è molto difficile far regredire questi danni con i farmaci. Nella maggior parte dei casi la nefroangiosclerosi progredisce e peggiora nel tempo sino ad arrivare, nei casi più severi, all’esaurimento funzionale di entrambi i reni e alla necessità di dover iniziare il trattamento dialitico.

Attualmente con studi di farmacogenomica, o medicina di precisione, si possono identificare delle alterazioni puntiformi sui geni che codificano per questi trasportatori renali o ormoni e che sono in grado di regolarne il funzionamento. Con l’utilizzo di farmaci specifici si è in grado di riportare i valori di pressione nei limiti di norma.

Infine, il sale predispone al rischio di calcolosi renali: le diete ipersodiche contengono molto ossalato di calcio che, in pazienti predisposti, precipita nelle vie urinarie formando i calcoli.

 

Attenzione al sale in tavola!

A tavola è meglio seguire alcuni semplici consigli:

  1. Ridurre salumi, formaggi, cibi in scatola e prodotti industriale.
  2. Attenzione alla pizza: essendo un cibo molto salato, può provocare un temporaneo aumento di peso di 2 chili solo per la ritenzione.
  3. Oltre al sale che aggiungiamo in cucina, si deve tenere in considerazione anche il sale contenuto nei cibi che acquistiamo. Il consiglio è quello di leggere bene le etichette!
  4. Prestare attenzione a ciò che mangiano i più piccoli. Il cibo spazzatura, infatti, contiene quantità eccessive di sale e zuccheri, che espongono al rischio di obesità, ipertensione e diabete.
  5. La dieta iposodica è una valida alleata per il mantenimento del benessere estetico: contrasta ritenzione idrica e cellulite. Inoltre, è indicata anche in menopausa e in gravidanza e per i soggetti affetti dalla sindrome di Menière e da acufene.
  6. Vanno evitati i condimenti che contengono sia sodio che glutammato monosodico, utilizzato per esaltare la sapidità di un prodotto (per esempio, dadi, salsa di soia o senape).
  7. Vanno prediletti cibi freschi e non in scatola o conservati. Il consumo di sale va ridotto progressivamente.
  8. È fondamentale prediligere tipi di cottura semplici, come il vapore o la griglia.
  9. Gli alimenti vanno conditi moderatamente, solo con olio crudo.
  10. È necessario, infine, bere molta acqua a basso contenuto di sodio e mangiare molta frutta e verdura di stagione.

 

Editor Karin Mosca

Prof. Paolo Manunta
Nefrologia

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