Mielopatia cervicale: diagnosi e trattamenti
La mielopatia cervicale è una condizione caratterizzata da una sofferenza cronica del midollo spinale nella regione cervicale. Si tratta di una patologia progressiva che può compromettere in modo significativo la qualità della vita, influenzando sia la capacità lavorativa sia le normali attività quotidiane. Ne parliamo con il Prof. Francesco Ciro Tamburrelli, specialista in Ortopedia e Traumatologia.
Quali sono le cause principali?
Le origini della mielopatia cervicale possono essere diverse:
- Degenerazione artrosica delle articolazioni vertebrali
- Degenerazione discale con riduzione dello spazio intervertebrale
- Ernia del disco di dimensioni rilevanti
- Ossificazione del legamento longitudinale posteriore (OPLL), condizione più frequente nella popolazione asiatica
- Traumi cervicali che determinano un restringimento del canale vertebrale
Il meccanismo di base è legato a una compressione cronica del midollo, che nel tempo provoca un danno microtraumatico.
Sintomi
La patologia può manifestarsi in modi molto variabili. Nei casi più lievi si osservano disturbi subdoli come difficoltà nella manualità fine o sensazioni di debolezza. Nei quadri più avanzati, invece, compaiono deficit neurologici gravi con perdita di forza, alterazioni della sensibilità e difficoltà motorie importanti.
Come avviene la diagnosi?
Diagnostica per immagini
Il gold standard per la diagnosi è la risonanza magnetica ad alto campo magnetico, che permette di valutare la compressione midollare e la presenza di aree di alterato segnale, indice di prognosi meno favorevole.
Diagnostica strumentale
Gli esami neurofisiologici, come i potenziali evocati sensitivi e motori, consentono di studiare la trasmissione degli impulsi nervosi e di quantificare l’entità del danno.
Trattamento
La mielopatia cervicale tende a peggiorare progressivamente se non trattata. Nei casi con compromissione neurologica evidente, il trattamento chirurgico rappresenta l’opzione indicata, con l’obiettivo di fermare l’evoluzione della malattia.
Le tecniche chirurgiche disponibili variano in base al tipo e al numero di livelli interessati:
- Accesso anteriore: più indicato nei casi mono- o bisegmentari. Si può effettuare una discectomia con inserimento di protesi intersomatiche o una somatectomia con sostituzione vertebrale tramite dispositivi dedicati.
- Accesso posteriore: usato nelle compressioni estese. Le procedure possono includere laminectomia, laminoplastica (“open door”) o decompressione con stabilizzazione mediante viti e barre in titanio.
TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE ------> Spondilolistesi e spondilolisi: ne parliamo con un esperto
Prognosi
Un elemento fondamentale è il tempo di compressione del midollo. Più a lungo la sofferenza permane, minori sono le possibilità di recupero completo dopo l’intervento. Per questo motivo, la diagnosi precoce e un trattamento tempestivo sono determinanti per migliorare gli esiti.


