Spondilolistesi e spondilolisi: ne parliamo con un esperto
Le patologie della colonna lombare, come la spondilolistesi e la spondilolisi, possono determinare dolore, instabilità e alterazioni posturali. Comprendere cause e trattamenti è fondamentale per una gestione efficace. Ne parliamo con il Prof. Francesco Ciro Tamburrelli, specialista in Ortopedia e Traumatologia a Roma.
Cause ed etiopatogenesi
Lo scivolamento vertebrale si verifica quando:
- le strutture posteriori non riescono a trattenere la vertebra;
- i legamenti e il disco intervertebrale perdono stabilità.
Tra le principali forme troviamo:
- Congenite/ontogenetiche: legate a displasia delle strutture posteriori, con esordio precoce, spesso a livello L5-S1.
- Traumatiche: conseguenti a traumi ad alta energia.
- Da stress: tipiche di atleti, come ginnasti, per microtraumi ripetuti.
- Degenerative: frequenti in età adulta, soprattutto a livello L4-L5, dovute a usura articolare e discale.
Classificazione
Una delle classificazioni più utilizzate è quella di Marchetti e Bartolozzi, che distingue:
- Forme ontogenetiche (ad alta o bassa displasia).
- Forme acquisite (traumatiche, da stress e degenerative).
La gravità dello scivolamento viene valutata con la classificazione di Meyerding, che suddivide la listesi in 4 gradi, fino al quinto grado (spondiloptosi) in cui la vertebra scivola completamente davanti al sacro.
Quali sono i sintomi?
La sintomatologia varia in base al tipo e al grado di listesi:
- Lombalgia persistente.
- Dolore irradiato agli arti inferiori.
- Claudicatio neurologica nelle forme degenerative con stenosi del canale vertebrale.
- Instabilità lombare nelle forme istmiche.
Nelle spondilolistesi istmiche, i deficit neurologici sono rari poiché il canale vertebrale rimane ampio.
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Quali sono i trattamenti utili?
Il trattamento può essere:
- Conservativo: indicato nei casi lievi o asintomatici, prevede fisioterapia, corsetti, farmaci antidolorifici e antinfiammatori.
- Chirurgico: riservato a pazienti sintomatici o con progressione dello scivolamento. Gli interventi mirano a stabilizzare la colonna tramite artrodesi con viti e cage, ripristinando la corretta geometria vertebrale.
Nelle forme degenerative con stenosi, la priorità è la decompressione delle strutture nervose, ottenibile con tecniche tradizionali o mini-invasive, che permettono un recupero post-operatorio più rapido.


