MRGE e ernia iatale: strategie chirurgiche e terapeutiche all’avanguardia
La malattia da reflusso gastro-esofageo (MRGE) è una patologia frequente che può compromettere significativamente la qualità della vita. Quando si associa a ernia iatale, il reflusso diventa più resistente ai farmaci e può evolvere in esofagite erosiva o, nei casi più gravi, in esofago di Barrett. La gestione richiede un approccio multidisciplinare e, in molti casi, la valutazione chirurgica specialistica
Valutazione pre-operatoria: capire il paziente prima dell’intervento
Il trattamento chirurgico della MRGE con ernia iatale richiede una diagnosi accurata e una valutazione funzionale completa:
- Endoscopia digestiva alta per valutare la mucosa esofagea e l’entità dell’ernia.
- Manometria esofagea per analizzare la pressione dello sfintere esofageo inferiore e la motilità dell’esofago.
- pH-impedenzometria 24h per quantificare l’esposizione acida e non acida.
- Radiografia con pasto baritato per misurare l’ampiezza dell’ernia iatale e il grado di dislocazione gastrica.
Questi dati guidano la scelta tra terapia medica e chirurgia, permettendo un approccio personalizzato.
Terapia farmacologica: gestione iniziale dei sintomi
Nei pazienti con sintomi lievi o moderati, la terapia farmacologica rimane il primo passo:
- Inibitori della pompa protonica (PPI), ad alte dosi, riducono l’acidità gastrica e favoriscono la guarigione dell’esofagite.
- Procinetici possono essere aggiunti in caso di alterazioni della motilità esofagea.
- Modifiche dello stile di vita: riduzione di alcol e cibi irritanti, perdita di peso, elevazione della testata del letto.
Quando i farmaci non sono sufficienti, o in presenza di complicanze strutturali, si valuta l’intervento chirurgico.
Chirurgia mini-invasiva e robotica: indicazioni e tecniche
La chirurgia anti-reflusso è indicata nei pazienti con:
- MRGE refrattaria a terapia medica
- Esofagite grave o complicata
- Grandi ernie iatali sintomatiche
Le principali procedure comprendono:
- Fundoplicatio totale (Nissen) o parziale (Toupet), eseguite per via laparoscopica o robotica, che ripristinano la barriera anti-reflusso.
- Correzione dell’ernia iatale con riduzione gastrica e rinforzo del diaframma, talvolta con uso di mesh biologiche in ernie recidive o molto ampie.
- Tecniche robotiche consentono maggiore precisione nella dissezione e sutura, riducendo il rischio di disfunzione esofagea post-operatoria.
Gestione post-operatoria e follow-up
Dopo l’intervento, il paziente segue protocolli specifici:
- Dieta graduale da liquidi a solidi morbidi nelle prime settimane.
- Controllo endoscopico o radiologico per valutare la corretta posizione della fundoplicatio.
- Monitoraggio dei sintomi residui, eventualmente con pH-metria di controllo.
Con questo approccio, la maggior parte dei pazienti sperimenta risoluzione completa dei sintomi, prevenzione delle complicanze e miglioramento della qualità della vita.

