Neurinoma dell’acustico: la rimozione chirurgica mininvasiva

Autore: Prof. Alessandro Olivi
Pubblicato:
Editor: Antonietta Rizzotti

Il trattamento moderno del neurinoma dell’acustico prevede la rimozione del tumore preservando la funzionalità del nervo facciale. Ce lo spiega il Prof. Alessandro Olivi, esperto in Neurochirurgia a Roma

 

Il neurinoma dell’acustico è un tumore benigno delle guaine dell’ottavo nervo cranico. Nella maggior parte dei casi, origina dalle guaine del nervo vestibolare per cui dovrebbe definirsi più propriamente un neurinoma del vestibolare. Il neurinoma rappresenta il 10% dei tumori primitivi del sistema nervoso cerebrale e tra i più frequenti che interessano la zona anatomica nota come l’angolo ponto-cerebellare. I sintomi iniziali più comuni sono la perdita neurosensoriale dell’udito, acufeni o problemi all’equilibrio. Questo tumore, anche se benigno, può crescere di dimensioni e causare una pressione nelle strutture circostanti con ulteriori sintomi quali diminuzione della sensibilità del volto, nausea, difficoltà con la coordinazione, problemi con la deglutizione.

 

Lo scopo del trattamento è di controllare la crescita o rimuovere completamente il tumore mantenendo la maggiore funzionalità possibile. Il trattamento chirurgico deve essere eseguito da chirurghi esperti in grado di rimuovere la massa tumorale mantenendo il più possibile intatte le strutture circostanti quali il nervo facciale, responsabile dei movimenti mimici del volto, il tronco cerebrale ed il cervelletto. La cosa più importante per il paziente è ottenere una valutazione multidisciplinare in un centro d’eccellenza.

 

 

Prof. Alessandro Olivi
Neurochirurgia

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